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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30729/2022 del 05/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che, pur rideterminando alcune pene, confermava le condanne per trasporto, detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (hashish, cocaina, marijuana). Le censure principali riguardavano: la presunta inattendibilità delle dichiarazioni di Tiziano Angelo Petricelli (che si sarebbe assunto la responsabilità esclusiva per parte della merce); il travisamento della prova e la valutazione delle intercettazioni; la mancata esecuzione o insufficienza di accertamenti tossicologici (ricorso fondato sul solo narcotest); la richiesta di rinnovazione istruttoria per escutere il Petricelli su questioni come il prezzo di vendita; la mancata riqualificazione della detenzione di cocaina nella fattispecie più lieve (art. 73 DPR 309/1990, comma 5); la contestazione della confisca del denaro sequestrato (somme rinvenute in auto, in casa e presso i genitori) per presunta provenienza lecita; contestazioni specifiche sul ruolo di Coccia (presunta mera connivenza vs ruolo attivo) e sulla qualificazione delle prove intercettive a carico di Sayas.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le doglianze fossero essenzialmente una diversa lettura dei fatti e della prova già valutata dai giudici di merito, e non individuassero vizi di legge o travisamenti decisivi. Sul punto della credibilità di Petricelli la Corte d'appello aveva adeguatamente motivato l'inattendibilità delle sue affermazioni alla luce delle circostanze e delle captazioni. È stato altresì ritenuto corretto il ricorso al narcotest congiuntamente ad altri elementi probatori per l'identificazione delle sostanze, e legittima la confisca delle somme in assenza di prova convincente della provenienza lecita. Le richieste di rinnovazione istruttoria sono state giudicate non necessarie perché non riguardavano prove nuove e decisive. Per quanto riguarda la non applicabilità dell'ipotesi attenuata dell'art. 73, comma 5, DPR 309/1990, la Corte ha condiviso la valutazione dei giudici di merito basata su quantità, modalità (interregionale) e reiterazione dell'attività illecita.

Norme richiamate

  • D.P.R. 309/1990 (art. 73)

    comma 1; comma 5 (menzionato in relazione alla possibile ipotesi più lieve)

    La Corte ha ritenuto non applicabile l'ipotesi più lieve di cui al quinto comma in presenza di modalità interregionali, del dato ponderale e della reiterazione, elementi indicativi di inserimento stabile nel traffico illecito

  • Codice penale (art. 131-bis)

    Richiamata in relazione alla declaratoria d'ufficio invocata dalla difesa; la Corte ha ritenuto la doglianza infondata senza ritenere che vi fosse omessa o determinante applicazione della norma

  • Codice di procedura penale (cita come "art. (506 cod. proc. pen.")

    La Corte ricorda il principio secondo cui il giudice di legittimità non sostituisce la propria valutazione in fatto a quella del giudice di merito: le valutazioni di credibilità e di fatto sono sindacabili in Cassazione solo per vizi motivazionali o travisamento della prova

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione non riesamina i fatti: le valutazioni probatorie e di credibilità compiute dal giudice di merito si presumono corrette salvo travisamento o vizi rilevanti della motivazione
  • Le dichiarazioni rese da un collaboratore o testimone (es. Petricelli) possono essere ritenute inattendibili se la motivazione del giudice di merito spiega la contraddittorietà o l’inverosimiglianza, e quella valutazione è difficilmente riformabile in Cassazione
  • Per stabilire la natura della sostanza non è sempre richiesta una perizia tossicologica: il narcotest immediato, insieme ad altre evidenze (peso dichiarato, dinamica, intercettazioni), può essere ritenuto sufficiente se adeguatamente motivato
  • La confisca delle somme sequestrate è legittima salvo prova convincente della lecita provenienza; la mera documentazione contabile insufficiente a superare la presunzione richiede elementi concreti e coerenti
  • Richieste di rinnovazione istruttoria o di escussione di testi già assunti non saranno accolte se non emergono elementi nuovi e decisivi; il giudice valuta se la prova è effettivamente 'nuova' e necessaria
  • Per ottenere la riqualificazione in favore di una fattispecie meno grave (es. art. 73 comma 5 DPR 309/1990) è necessario dimostrare l'assenza degli elementi che indicano un traffico strutturato: interregionalità, quantità significativa e reiterazione

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