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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 800/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta di somme sul conto della Fashion Club s.r.l., per reati tributari (artt. 4 e 5 d.lgs. 74/2000). Il ricorrente ha sostenuto che le somme erano "avulse" e successive ai reati (bonificate il 10/04/2020 dopo l'emissione del decreto di sequestro), riferibili a incassi leciti (fattura n.2 del 29/02/2020) e quindi non riconducibili al profitto del reato; ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione con riferimento agli artt. 321 c.p.p., 322-ter c.p., 12-bis d.lgs. 74/2000 e ha richiamato la sentenza Cass. Sez. 3 n. 30414/2019.

La decisione

Rigetto del ricorso. La Corte di Cassazione ha ritenuto che il motivo sia infondato: ha richiamato la consolidata giurisprudenza (Sezioni Unite) secondo cui il profitto nei reati tributari comprende qualsiasi vantaggio patrimoniale, anche il "risparmio di spesa" derivante dall'evasione; quando il profitto è denaro, questo si confonde con le altre disponibilità patrimoniali del reo e la confisca diretta può essere eseguita sulle somme comunque rinvenute nel patrimonio fino alla concorrenza del valore del profitto. L'ordinanza impugnata aveva correttamente ritenuto che la Fashion Club aveva subito un accrescimento patrimoniale per il risparmio d'imposta relativo alle annualità 2016-2017, giustificando il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta. Condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • artt. 4 e 5 d.lgs. 74/2000

    Riferimento ai reati tributari contestati; il profitto derivante da tali reati può includere il risparmio di spesa (mancato pagamento del tributo) che determina accrescimento patrimoniale confiscabile

  • art. 321 c.p.p.

    Norma richiamata dal ricorrente in tema di sequestro; la Corte ha ritenuto che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca diretta sia ammissibile ove sussista un accrescimento patrimoniale riconducibile al reato

  • art. 322-ter c.p.

    Norma indicata nel ricorso (presumibilmente in tema di concorso e responsabilità); non ha portato a ritenere illegittimo il sequestro nei termini impugnati

  • art. 12-bis d.lgs. 74/2000

    Richiamato dal ricorrente; attiene alle sanzioni e profili del giudizio sui reati tributari, ma la Corte ha confermato che il risparmio di spesa può costituire profitto confiscabile

  • Sez. U. n. 10561/2014 (Gubert)

    Sez. U. n. 10561 del 30.01.2014

    Principio secondo cui, quando il profitto del reato è denaro, la confisca delle somme di cui il soggetto ha disponibilità deve essere qualificata come confisca diretta e non richiede identità fisica della somma sequestrata con il provento

  • Sez. U. n. 31617/2015 (Lucci)

    Sez. U. n. 31617 del 26/06/2015

    Conferma il principio della confisca diretta del denaro quale massa fungibile che si confonde nel patrimonio del reo

  • Sez. U. n. 42415/2021

    Ribadisce che la confisca del denaro deve essere eseguita sulle somme comunque rinvenute nel patrimonio del soggetto fino alla concorrenza del profitto e che il nesso di pertinenzialità è dato dall'effettivo accrescimento patrimoniale derivante dal reato, non dall'identità fisica della somma

  • Sez. U. n. 38343/2014 (Espenhahn) e altre pronunce (ex Sez. U. n. 18374/2013, Sez. 3 n. 11836/2012, Sez.5 n. 1843/2011)

    Sez. U. n. 38343 del 24/04/2014; Sez. U. n. 18374 del 31/01/2013; Sez. 3 n. 11836 del 04/07/2012; Sez. 5 n. 1843 del 10/11/2011

    Giurisprudenza che definisce il "profitto" anche come risparmio di spesa (es. mancato pagamento del tributo) e supporta la possibilità della confisca diretta del denaro confluito nel patrimonio del reo

Massime di principio

  • Nei reati tributari il "profitto" può consistere anche nel "risparmio di spesa" (mancato pagamento di tributi, sanzioni, interessi) e quindi generare un accrescimento patrimoniale confiscabile
  • Quando il profitto è denaro, la somma si confonde con il patrimonio del soggetto e la confisca diretta può colpire le disponibilità monetarie comunque rinvenute, senza necessità di dimostrare l'identità materiale della singola banconota o conto
  • La circostanza che parte delle somme sia risultata movimentata o bonificata successivamente non esclude automaticamente la confisca se sussiste un accrescimento patrimoniale derivante dal reato ancora rinvenibile nel patrimonio al momento dell'esecuzione
  • Per resistere a un sequestro preventivo diretto sul denaro, il soggetto deve fornire prova convincente e tracciabile della completa estraneità delle somme al profitto del reato (origine lecita, contabilizzazione compatibile, mancato accrescimento patrimoniale collegabile al reato)
  • È utile, in situazioni analoghe, predisporre documentazione contabile e bancaria dettagliata (tracciati dei flussi, fatture, contratti) e proporre misure alternative o eccezioni mirate (esenzione di somme specifiche, opposizione motivata) per limitare l'ambito del vincolo cautelare
  • La valutazione è fattuale e richiede accertamento dell'effettivo accrescimento patrimoniale e del suo collegamento con il reato; questioni di proporzionalità e tempestività delle misure possono essere sollevate ma non garantiscono automaticamente l'annullamento del sequestro

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