Cassazione Penale, Sentenza n. 36285/2022 del 26/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disposta dal GIP per il reato di tentata rapina aggravata (artt. 56 e 628 c.p.). Il ricorrente, tramite difensore, censurava la ritenuta univocità e idoneità degli atti posti in essere, sostenendo che la condotta si sarebbe arrestata in fase meramente preparatoria e non sarebbe dunque configurabile come tentativo punibile.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha richiamato il proprio limite di sindacato sulle misure cautelari (impossibilità di rivedere i fatti e il 'peso' degli indizi salvo violazioni di legge o manifesta illogicità della motivazione) e i principi sulla punibilità del tentativo: anche atti qualificabili come preparatori possono integrare il tentativo se, valutati ex ante, sono idonei e univocamente diretti alla consumazione del reato. Applicando tali principi, la Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la decisione richiamando elementi quali la vicinanza alla stazione di ristoro, l'uso di un mezzo di provenienza illecita e il possesso di una pistola giocattolo priva del tappo rosso, elementi che, allo stato, indicavano l'inizio dell'esecuzione del reato. Rigetto del ricorso; condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Disciplina il tentativo e distingue i casi di desistenza volontaria/recesso; nella sentenza è richiamato per affermare che il tentativo è valutato in termini di idoneità dell'azione complessiva e non solo degli atti esecutivi.
Norma che incrimina la rapina; qui contestata nella forma di tentata rapina aggravata.
Richiamato per sottolineare che l'esclusione della punibilità riguarda l'inidoneità dell'azione nel suo complesso e non solo degli atti esecutivi.
Definisce il requisito dei gravi indizi di colpevolezza; la Corte osserva che la valutazione degli indizi è compito del giudice di merito salvo specifiche violazioni di legge o manifesta illogicità.
Attiene alle esigenze cautelari; la Corte ricorda che la loro valutazione concerne il giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se adeguatamente motivata.
Norma invocata per irrogare al ricorrente la sanzione pecuniaria per l'inammissibilità del ricorso, con riferimento ai profili di colpa nella determinazione della causa d'inammissibilità.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione, in materia di misure cautelari, non riesamina i fatti né il peso degli indizi: il sindacato è limitato alla verifica di violazioni di legge o di manifesta illogicità della motivazione.
- Per configurare il reato tentato non è decisivo che siano stati compiuti solo atti esecutivi: anche atti apparentemente preparatori possono integrare il tentativo se, valutati ex ante nel loro contesto, risultano oggettivamente idonei e univocamente diretti alla consumazione del reato.
- La valutazione di idoneità e univocità è prospettica (ex ante) e richiede che, nella situazione concreta, la non consumazione appaia imprevedibile salvo fattori esterni non dipendenti dalla volontà dell'agente; in caso contrario la condotta può essere qualificata come tentativo.
- Per impugnare con successo in cassazione una misura cautelare è necessario indicare puntualmente specifiche violazioni di norme o dimostrare la manifesta illogicità della motivazione; doglianze che si limitano a una diversa valutazione dei fatti sono inammissibili.
- Elementi fattuali come possesso di arma (anche giocattolo priva di segnalazione), uso di mezzo di provenienza illecita e prossimità al luogo dell'azione possono, allo stato, essere ritenuti indizi significativi dell'avvio dell'esecuzione del reato.
- Ricorsi inammissibili possono comportare condanna alle spese e sanzioni pecuniarie (art. 616 c.p.p.).
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