Salta al contenuto
Ordinanza

Ordinanza n. 3736/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento: - della Determinazione Dirigenziale n. 385 del 09.07.2024, notificata in data 03.09.2024, emessa dal Responsabile dell’Area V del Comune di Castel Gandolfo, Arch. Claudia Zaratti, con cui è stata dichiarata l’avvenuta acquisizione al patrimonio comunale delle opere abusive e delle aree di sedime, realizzate sull’immobile sito in Via Spiaggia del Lago n. 28/A, destinato ad attività commerciale, denominato “Angolo Verde”, distinto al N.C.E.U. al Fg. 4, part.lla 202, nonché della tettoia (particella 233) e del terreno (particella 235), per complessivi mq 3.240, di proprietà dell’odierna ricorrente (Doc. 1); - di ogni altro eventuale atto comunque preparatorio, presupposto, connesso e consequenziale.

Giustizia amministrativa202410000

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: determinazione dirigenziale di acquisizione gratuita al patrimonio comunale delle opere abusive, dell'area di sedime e della superficie pertinenziale

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha impugnato la determinazione con cui il Comune, a seguito dell'inottemperanza all'ordinanza di demolizione, ha dichiarato l'avvenuta acquisizione gratuita al patrimonio comunale del complesso abusivo destinato a ristorante, della tettoia e del terreno, per una superficie complessiva di 3.240 mq. Nelle more del giudizio la ricorrente ha prodotto documentazione tecnica e fotografica attestante la demolizione della tettoia e del manufatto principale, inizialmente parziale e poi dichiarata integrale, chiedendo la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e il venir meno dell'efficacia della determinazione impugnata. Il Comune non ha contestato specificamente l'avvenuta demolizione. Dal testo dell'ordinanza non risultano esposti nel dettaglio gli originari motivi di illegittimità dedotti contro la determinazione di acquisizione.

La decisione

Il TAR non ha definito il merito e ha disposto incombenti istruttori, rinviando la trattazione all'udienza pubblica del 5 maggio 2026. Ha escluso, allo stato degli atti, la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a., poiché tale pronuncia presuppone l'accertamento nel merito della pretesa e la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale mediante una successiva attività amministrativa integralmente satisfattiva; nel caso concreto non risultava adottata dal Comune alcuna ulteriore determinazione idonea a produrre tale effetto. Il Collegio ha inoltre rilevato che la demolizione sarebbe intervenuta dopo il trasferimento ipso iure del manufatto e del relativo sedime al patrimonio comunale, sicché il ripristino non avrebbe comportato il riacquisto della proprietà da parte della ricorrente. Richiamando l'Adunanza Plenaria n. 16/2023, ha evidenziato che, decorso inutilmente il termine per ottemperare all'ordine di demolizione, il responsabile non ha un diritto a demolire né alla retrocessione del bene; l'Amministrazione può tuttavia consentire l'adempimento tardivo, anche per contenere i costi della demolizione in danno. Il Comune è stato quindi invitato a confermare se vi sia stata l'integrale demolizione degli abusi e a precisare se siano stati adottati ulteriori provvedimenti riguardanti il lotto in conseguenza dell'attività di ripristino dichiarata dalla ricorrente, entro trenta giorni dalla comunicazione dell'ordinanza. Spese non definite.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    cessazione della materia del contendere

    La cessazione della materia del contendere richiede l'accertamento nel merito della pretesa e la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale mediante una successiva attività amministrativa integralmente satisfattiva; la sola demolizione materiale dell'abuso, in assenza di una nuova determinazione amministrativa favorevole, non è sufficiente.

  • art. 31, comma 5, d.P.R. 380/2001

    In alternativa alla demolizione il Consiglio comunale può deliberare il mantenimento in essere dell'immobile abusivo

    Dopo l'acquisizione gratuita del bene abusivo, in assenza di una motivata decisione consiliare di conservazione per prevalenti interessi pubblici, deve procedersi alla demolizione a spese del responsabile; la demolizione non determina il riacquisto dell'area di sedime.

  • art. 31, comma 3, d.P.R. 380/2001

    acquisizione gratuita al patrimonio del Comune dell'opera e dell'area di sedime

    L'inutile decorso del termine per ottemperare all'ordinanza di demolizione determina l'acquisizione ipso iure del bene abusivo e dell'area di sedime al patrimonio comunale.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. richiede non soltanto il venir meno materiale dell'oggetto dell'impugnazione, ma anche l'accertamento della pretesa e la piena soddisfazione dell'interesse sostanziale mediante una successiva attività amministrativa integralmente satisfattiva; la demolizione spontanea dell'abuso, senza una nuova determinazione dell'Amministrazione favorevole al privato, non basta.
  • Decorso inutilmente il termine previsto dall'ordinanza di demolizione, l'acquisizione gratuita dell'opera abusiva e dell'area di sedime al patrimonio comunale si produce ipso iure; la successiva demolizione materiale dell'opera non comporta il riacquisto della proprietà dell'area da parte dell'originario proprietario.
  • Dopo l'acquisizione ipso iure, il precedente proprietario non ha un diritto a demolire il bene né alla retrocessione; l'Amministrazione può tuttavia consentire un adempimento tardivo dell'ordine di demolizione, anche per evitare o contenere i costi della demolizione in danno.
  • In assenza di una motivata deliberazione consiliare che disponga eccezionalmente il mantenimento dell'opera per prevalenti interessi pubblici e compatibilità con gli interessi urbanistici, ambientali e idrogeologici, l'opera abusiva acquisita deve essere demolita a spese del responsabile dell'abuso e degli eventuali aventi causa.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniInvalidità del provvedimentoDecisione e riti speciali
RamiEdiliziaProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizioneAcquisizione gratuita al patrimonio comunale
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEfficacia ed esecutorietàIncompetenza

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.