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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22933/2025 del 18/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la sua responsabilità per il delitto aggravato di minaccia. Con il primo motivo ha dedotto violazione di legge penale, illogicità della motivazione e vizi nella valutazione del compendio probatorio, censurando in sostanza l'apprezzamento della testimonianza della persona offesa e degli esiti di una perquisizione personale, ma senza articolare specifiche doglianze di legittimità e prospettando solo una diversa ricostruzione del fatto. Con il secondo motivo ha lamentato la mancata concessione della sospensione condizionale della pena, delle attenuanti generiche e della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, formulando tuttavia deduzioni ritenute del tutto assertive e generiche, non correlate alla concreta vicenda.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo inidoneo perché diretto a sollecitare una nuova valutazione del materiale probatorio e non a denunciare un effettivo travisamento della prova o un vizio di legittimità; ha inoltre giudicato il secondo motivo generico e non specificamente riferito al caso concreto. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ravvisando colpa nell'inammissibilità dell'impugnazione, al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali; può inoltre essere condannato a una somma in favore della Cassa delle ammende quando l'inammissibilità sia connotata da colpa.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto non può essere invocata con motivi meramente assertivi e generici, ma deve essere specificamente correlata alle peculiarità del caso concreto.

  • art. 62-bis c.p.

    La richiesta di attenuanti generiche richiede deduzioni specifiche e non può essere formulata in modo astratto o sganciato dalla fattispecie concreta.

  • art. 163 c.p.

    La sospensione condizionale della pena è tema di motivazione devolvibile in cassazione solo mediante censure specifiche e non generiche.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non può risolversi in una richiesta di rivalutazione del merito o in una diversa lettura del compendio probatorio; per essere ammissibile deve denunciare specifici vizi di legittimità, come il vero travisamento della prova, nei limiti consentiti dal giudizio di cassazione.
  • La deduzione del travisamento della prova non può essere formulata mediante richiami frammentari agli atti o sintesi del loro contenuto: occorre indicare in modo puntuale l'errore percettivo o rappresentativo decisivo ai fini della decisione.
  • Le censure relative a sospensione condizionale della pena, attenuanti generiche e particolare tenuità del fatto devono essere concrete e aderenti al caso, altrimenti il motivo è inammissibile per genericità.
  • Alla declaratoria di inammissibilità del ricorso consegue la condanna alle spese processuali e, in presenza di colpa nell'impugnazione, il versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàPena e commisurazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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