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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45209/2024 del 09/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti contestavano la conferma, da parte della Corte d'appello, della confisca di beni intestati a terzi e la contestuale motivazione ritenuta vaga e apparente. Le censure principali riguardavano: omissione di risposta ai motivi di appello dei terzi; motivazione meramente basata sul richiamo alla perizia senza affrontare le osservazioni della difesa; mancato rispetto delle regole sull'onere della prova nella confisca dei beni intestati a terzi (presunzioni applicabili a coniuge, figli o conviventi e presunzione di fittizietà per trasferimenti entro due anni); e, dal Pubblico Ministero, impugnazione della revoca della confisca della quota dell'Olympus Sport Center intestata a Valerio Gambacurta per carenza motivazionale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto tutti i ricorsi fondati. Ha constatato che la motivazione del decreto impugnato è in gran parte "meramente apparente": i giudici di appello non hanno dato adeguata e specifica risposta alle doglianze difensive, si sono limitati a generiche affermazioni circa vincoli di parentela, amicizia e alla perizia sulla non tracciabilità delle risorse, senza individuare per ciascun terzo l'elemento probatorio che giustificasse la confisca. Anche la revoca della confisca della quota intestata a Valerio è stata ritenuta priva di motivazione efficace. Ne è conseguito l'annullamento con rinvio, nella parte relativa alla conferma della confisca dei beni intestati ai terzi e alla decisione sulla quota societaria, affinché la Corte di merito esprima motivazione piena, specifica e conforme agli oneri probatori stabiliti dalla legge.

Norme richiamate

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (cd. codice antimafia) art.4 lett. b) e c)

    Individuazione della pericolosità ai fini delle misure di prevenzione; norma richiamata per l'applicazione della sorveglianza speciale

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 art.24

    Norma sulla confisca di prevenzione; la Corte ha ritenuto che l'applicazione richieda motivazione specifica e prova dell'effettiva disponibilità del proposto sui beni intestati a terzi

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 art.19 comma 3

    Presunzione iuris tantum di disponibilità dei beni a carico del proposto per coniuge, figli e conviventi (se terzi privi di risorse), con conseguente diverso riparto dell'onere probatorio

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 art.26 comma 2 lett. a)

    art. 26, comma 2, lett. a)

    Presunzione di fittizietà per trasferimenti e intestazioni avvenuti nei due anni precedenti la proposta; amplia la platea di terzi suscettibili di presunzione

  • d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 artt. 10 comma 3 e 27 comma 2

    art. 10, comma 3; art. 27, comma 2

    Limiti di ammissibilità del ricorso per cassazione nel procedimento di prevenzione: sono deducibili in Cassazione solo violazioni di legge, con specificità sul vizio di motivazione (ammessa solo se inesistente o meramente apparente)

  • codice di procedura penale art.125 comma 3

    Obbligo del giudice d'appello di provvedere con decreto motivato; la mancanza o mera apparenza della motivazione integra vizio rilevabile in Cassazione nel procedimento di prevenzione

  • codice di procedura penale art.173 disp. att.

    art. 173, disp. att. cod. proc. pen.

    Limiti temporali e di motivazione per i motivi deducibili in cassazione nei procedimenti di prevenzione (citato per delimitare l'ammissibilità dei motivi)

  • Costituzione/Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo art.6 (CEDU)

    Richiamato in relazione al diritto a un giusto processo; i ricorrenti hanno denunciato violazione del diritto di difesa e del contraddittorio per motivazione insufficiente

  • cod. proc. pen. art.627 comma 3 (richiamato)

    Norme procedurali richiamate in relazione alle modalità di proposizione dei ricorsi e limiti; citata nella contestazione di violazione procedurale

Massime di principio

  • In materia di confisca di prevenzione dei beni intestati a terzi il giudice di merito deve fornire motivazione specifica e individualizzata per ciascun bene e ciascun terzo; il richiamo generico a "vincoli" di parentela o a una perizia non supplisce all'obbligo di confronto con le censure difensive
  • Le presunzioni previste dal d.lgs. 159/2011 (art.19 comma 3 per coniuge/figli/conviventi; art.26 per trasferimenti entro due anni) incidono sul riparto dell'onere della prova: quando operano, la disponibilità può essere presunta salvo prova contraria; quando non operano, l'accusa deve fornire elementi probatori specifici della fittizietà
  • La mera produzione o richiamo di una consulenza peritale non è sufficiente: il giudice deve motivare come quella perizia superi le osservazioni difensive e collegare i risultati alle singole contestazioni relative a beni e intestatari
  • In cassazione nel procedimento di prevenzione il vizio di motivazione è deducibile solo se la motivazione è inesistente o meramente apparente (argomentazioni apodittiche, generiche o avulse dalle risultanze); in tali casi la Corte annulla e rinvia per nuovo esame motivato
  • Se il provvedimento di confisca confermato in grado è ritenuto motivato in modo apparente, la conseguenza tipica è l'annullamento con rinvio per consentire al giudice di merito di esprimere analisi puntuale sul riparto dell'onere della prova e sulle prove concrete relative a disponibilità e origine delle risorse

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