Cassazione Penale, Sentenza n. 47314/2024 del 23/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione avverso la conferma della condanna per omicidio stradale (art.589-bis c.p.), deducendo in primo motivo l'interruzione del nesso causale per l'attraversamento improvviso e in condizioni di scarsa visibilità della persona offesa (quindi esclusiva responsabilità della vittima) e contestando in secondo motivo la eccessiva misura della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente) in relazione al concorso di colpa della vittima.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso: il primo motivo è stato dichiarato inammissibile per genericità e perché mira a un riesame del merito non consentito in sede di legittimità; il secondo motivo è stato ritenuto manifestamente infondato. È stata confermata la valutazione dei giudici di merito secondo cui il conducente, alla guida di un autocarro in centro abitato, procedeva a velocità non adeguata (circa 44 km/h), era distratto (senza mani sul volante) e non ha posto in essere manovre efficaci; l'attraversamento fuori dalle strisce è stato riconosciuto concorrente ma non idoneo ad escludere il nesso causale (riconosciuta attenuante del settimo comma art.589-bis). La sentenza impugnata è annullata solo nelle statuizioni civili in conseguenza della revoca della costituzione di parte civile; il ricorrente è condannato alle spese processuali.
Norme richiamate
art. 589-bis c.p. (omicidio stradale)
La norma è stata applicata per la qualificazione del reato; il giudice ha riconosciuto l'attenuante prevista dal settimo comma per l'attraversamento del pedone fuori dalle strisce, ma ha comunque attribuito responsabilità principale al conducente per colpa nella guida.
Richiamato quale principio che impone al conducente di adeguare comportamento e prudenza alle condizioni della circolazione; la Corte ha ritenuto che il conducente dovesse adottare maggiore cautela in presenza di incroci, attraversamenti e traffico intenso.
Considerata alla luce della pronuncia della Corte Costituzionale n.88/2019: il giudice, nella determinazione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente), deve motivare in modo più puntuale quando la misura si discosta dal minimo o si colloca oltre la media edittale; nella specie la motivazione è stata ritenuta adeguata.
Richiamato come criterio generale per la valutazione della durata della sospensione in relazione alla gravità della violazione, all'entità del danno e al pericolo derivante dall'ulteriore circolazione.
Massime di principio
- In sede di Cassazione non è consentito sollecitare una rivalutazione globale del fatto: i motivi che mirano solo a rivedere il quadro probatorio senza dedurre specifici vizi di diritto sono inammissibili.
- Nel sinistro stradale il comportamento imprudente del pedone (es. attraversamento fuori dalle strisce) può concorrere alla causazione dell'evento ma non necessariamente interrompe il nesso causale quando la condotta del conducente sia stata colposa e prevedibilmente non idonea a evitare l'investimento.
- Il conducente deve adeguare la velocità e la condotta alle caratteristiche del veicolo, alle condizioni ambientali e agli altri utenti della strada; deve essere in grado di controllare il mezzo anche in presenza di condotte imprudenti altrui prevedibili.
- Nella determinazione della sanzione amministrativa accessoria (sospensione della patente) il giudice deve motivare la scelta della durata specialmente se la misura si discosta dal minimo o si colloca oltre la media edittale, tenendo conto della gravità della condotta e del danno prodotto.
- Se la parte civile si revoca o sopravviene estinzione del rapporto civile per transazione con l'assicurazione, le statuizioni civili nella sentenza penale devono essere eliminate/annullate.
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