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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 7247/2025 del 20/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente, tramite difensore, ha censurato la violazione di legge e la carenza di motivazione in relazione agli artt. 81 c.p. e 671 c.p., sostenendo che il giudice dell'esecuzione abbia omesso di indicare i criteri e il calcolo adottati per l'aumento di pena applicato per continuazione. In particolare viene osservato che, pur avendo individuato una pena base di 15 anni (provvedimento GIP 27/01/2023) e applicato la riduzione di un sesto ex art. 442, comma 2‑bis c.p., il giudice ha poi fissato la pena complessiva in 19 anni senza spiegare come siano stati determinati i singoli aumenti per i reati satellite e senza motivazione conforme al principio di proporzionalità reciproca.

La decisione

Il giudice di legittimità ha ritenuto il ricorso fondato. Ha constatato la carenza di motivazione circa l'aumento applicato in continuazione (mancanza del calcolo e della motivazione distinti per ciascun reato satellite, come richiesto dalla giurisprudenza consolidata) e ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente al trattamento sanzionatorio. Ha disposto il rinvio al Tribunale di Bari, Ufficio del GIP, per un nuovo giudizio sul punto, lasciando il giudice di merito libero nell'esito.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Richiamato quale principio di diritto rilevante nella determinazione della pena complessiva per i reati in continuazione (criteri di cumulo/continuazione e loro incidenza sul trattamento sanzionatorio).

  • art. 671 cod. proc. pen.

    Norma procedurale richiamata in relazione al rito e al procedimento esecutivo e impugnatorio avverso l'ordinanza del giudice dell'esecuzione.

  • art. 442, comma 2‑bis, cod. pen.

    Utilizzato per giustificare la riduzione di un sesto sulla pena base indicata; la Corte ha però richiesto che venga chiarito come tale riduzione influisca nel calcolo complessivo della pena in continuazione.

  • Sez.1J, n. 47127 del 24/06/2021 (Pizzone, Rv. 282269 - 01)

    «in tema di reato continuato, il giudice, nel determinare la pena complessiva, oltre ad individuare il reato più grave e stabilire la pena base, deve anche calcolare e motivare l'aumento di pena in modo distinto per ciascuno dei reati satellite»

    Precedente vincolante richiamato: impone che il giudice espliciti il calcolo e la motivazione degli aumenti per ogni reato satellite, non limitandosi a indicare una pena complessiva finale.

Massime di principio

  • Quando si applica la continuazione il giudice deve: individuare il reato più grave, fissare la pena base e calcolare l'aumento di pena per ciascun reato satellite con motivazione distinta e trasparente.
  • L'omissione di una motivazione dettagliata e del calcolo aritmetico degli aumenti per i reati satellite può determinare l'annullamento con rinvio limitato al profilo sanzionatorio.
  • Se al trattamento sanzionatorio si applicano riduzioni (es. art. 442, comma 2‑bis) il giudice deve spiegare come tali sconti sono stati computati nel calcolo complessivo della pena.
  • Il principio di proporzionalità reciproca impone che l'aumento per continuazione sia coerente con la gravità relativa dei reati: la motivazione deve chiarire i criteri valutativi adottati.
  • In sede di impugnazione l'annullamento può essere parziale (esclusivamente sul trattamento sanzionatorio) e il giudice rimandato è libero nelle conclusioni purché dia motivazione completa e conforme alla giurisprudenza di legittimità.

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