Cassazione Civile, Sentenza n. 11331/2022 del 07/04/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della sentenza della CTR Emilia Romagna che aveva confermato l'avviso di accertamento ICI per l'anno 2007 relativo a un immobile catastato in cat. D/7 di cui il Consorzio risultava usufruttuario. Il Comune deduceva che il Consorzio fosse mero detentore degli immobili affidati dal demanio o fosse esente ai sensi dell'art. 7 d.lgs. n. 504/1992, e contestava altresì la pronuncia per violazione del giudicato esterno formatosi su annualità precedenti. In sede di cassazione si censurava inoltre la decisione per essere andata oltre le censure proposte (extra o ultra petita) e per la (presunta) errata interpretazione dell'art. 3 del d.lgs. 504/1992.
La decisione
La Corte di Cassazione ha respinto i primi due motivi (relativi all'eccezione di giudicato esterno) ritenendo che il giudicato su annualità diverse vincoli solo sugli accertamenti di fatto durevoli nel tempo e non sulle interpretazioni giuridiche. Ha invece accolto il terzo, quarto e quinto motivo, affermando che i consorzi di bonifica sono concessionari dei beni demaniali loro affidati ex R.D. n. 215/1933 (concessione ex lege) e, perciò, soggetti passivi dell'ICI ai sensi dell'art. 3 d.lgs. n. 504/1992 (come modificato dalla L. 23/12/2000 n. 388, art. 18). Ha escluso l'applicabilità dell'esenzione di cui all'art. 7 d.lgs. 504/1992 ai consorzi di bonifica (norma di stretta interpretazione). Conseguentemente la Corte ha cassato la sentenza impugnata della CTR e, decidendo nel merito ex art. 384 c.p.c., ha rigettato l'originario ricorso del Comune. Compensate le spese del giudizio di merito; il Comune è stato condannato alle spese del giudizio di cassazione.
Norme richiamate
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 - art. 3
La Corte interpreta l'art. 3 nel senso che, nel caso di concessione su aree demaniali, il soggetto concessionario è soggetto passivo dell'ICI; i consorzi di bonifica, essendo concessionari ex lege dei beni demaniali, rientrano in tale fattispecie.
D.Lgs. 30 dicembre 1992, n. 504 - art. 7
L'esenzione prevista dall'art. 7 è di stretta interpretazione e si applica solo agli enti espressamente elencati; i consorzi di bonifica non rientrano nell'ambito soggettivo del beneficio e quindi non possono essere assoggettati all'esenzione.
Legge 23 dicembre 2000, n. 388 - art. 18
Ha modificato la disciplina dei soggetti passivi confermando che, in caso di concessione su aree demaniali, il concessionario è soggetto passivo; la Corte la utilizza per ribadire la tassabilità dei consorzi di bonifica.
R.D. 13 febbraio 1933, n. 215
art. 16, art. 18, art. 54, art. 100
La legge istitutiva dei consorzi fornisce il titolo (concessione ex lege) per il possesso dei beni demaniali affidati ai consorzi; la Corte ne ricava che il rapporto è qualificabile come concessorio e non come mera detenzione.
Richiamato nel quadro delle censure per la valutazione degli effetti del giudicato esterno; la Corte precisa i limiti dell'efficacia vincolante del giudicato.
Codice di Procedura Civile - art. 360
art. 360 c.p.c. (n. 3 e n. 4): vizi denunciati in cassazione
Norma procedurale invocata per i motivi di cassazione (violazione di legge, nullità per omessa pronuncia, extra o ultra petita). La Corte ha ritenuto fondate alcune di tali censure e infondate altre.
Codice di Procedura Civile - art. 384
Utilizzato per decidere nel merito senza rinvio, poiché non erano necessari ulteriori accertamenti di fatto.
Costituzione - art. 117
Richiamato nel discutere della ripartizione di competenze tra Stato e Regioni in materia di bonifica; la Corte chiarisce che, pur essendovi competenze regionali, il titolo giuridico dei consorzi viene dalla normativa statale (R.D. 215/1933) e non esclude la tassazione.
Massime di principio
- I consorzi di bonifica che detengono beni demaniali in virtù della legge istitutiva (concessione ex lege) sono qualificabili come concessionari e, salvo espressa previsione normativa diversa, sono soggetti passivi dell'imposta sugli immobili (ICI/IMU) ai sensi dell'art. 3 d.lgs. n. 504/1992.
- Le norme di esenzione tributaria (es. art. 7 d.lgs. 504/1992) vanno interpretate restrittivamente; l'esenzione si applica solo ai soggetti espressamente indicati dalla norma.
- Il giudicato formato su annualità d'imposta diverse vincola soltanto sugli accertamenti di fatto che abbiano natura durevole e pluriennale. Le interpretazioni giuridiche contenute in una pronuncia non vincolano altri giudici e non si estendono automaticamente ai giudizi su annualità diverse.
- La qualificazione giuridica del rapporto (concessione ex lege vs mera detenzione) è centrale per la determinazione della soggettività passiva: il possesso 'qualificato' previsto dalla legge può comportare l'assoggettamento all'imposta anche in assenza di un atto amministrativo costitutivo.
- Il giudice d'appello e la Cassazione hanno autonomia nell'interpretare la norma fiscale; una precedente decisione favorevole al contribuente su periodi diversi non impedisce il sindacato sull'interpretazione giuridica nel nuovo giudizio.
- Quando si intende invocare l'effetto di giudicato esterno occorre specificare quali affermazioni della sentenza anteriore si pongono in contrasto con la decisione impugnata e dimostrare che si tratta di accertamenti di fatto durevoli nel tempo.
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