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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9566/2025 del 10/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza di convalida dell'arresto e applicazione della custodia cautelare (arresto del 04/11/2024 per il delitto di cui all'art. 4 legge n. 895/1967) per presunte violazioni del diritto di difesa: omessa notifica al detenuto del decreto di fissazione dell'udienza di convalida; omessa notifica dei verbali di sequestro (in particolare quelli relativi al coindagato); vizio motivazionale per mancata decisione sulle eccezioni; dedotta utilizzabilità, in danno del ricorrente, di prove assunte in violazione delle norme di notifica.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile in tutti i motivi. Ha ritenuto che la notifica del decreto di fissazione dell'udienza non sia prevista dall'art. 390 cod. proc. pen. e che l'arrestato venga comunque tradotto e informato oralmente; che l'eventuale omissione di notifica dei verbali di sequestro non costituisce nullità insanabile quando il difensore ha potuto prendere visione degli atti prima dell'udienza (nel caso circa due ore prima) e non è stata dimostrata una concreta lesione del diritto di difesa; che il giudice non è tenuto a motivare il rigetto di eccezioni manifestamente infondate; ha quindi confermato la legittimità della convalida dell'arresto e della misura custodiale e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a eventuale somma dovuta per inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 4 legge n. 895/1967

    Norma sostanziale che disciplina il delitto contestato (possessione/trasporto di materiale esplodente); la Corte ha ritenuto sussistenti gravi indizi in relazione al materiale sequestrato.

  • art. 390 cod. proc. pen.

    Stabilisce che per la fissazione dell'udienza di convalida è previsto un avviso al PM e al difensore e non la notifica al detenuto; la Corte ha interpretato la norma nel senso che l'avviso può essere anche orale e che l'arrestato viene di fatto informato al momento della traduzione in udienza.

  • art. 391 cod. proc. pen., comma 3

    Prevede che all'arrestato siano comunicati verbalmente i motivi dell'arresto e le prove; la Corte ha ritenuto che tale informazione orale contribuisce a sanare l'assenza di una notifica formale antecedente.

  • art. 591 cod. proc. pen., comma 1, lett. a)

    art. 591, comma 1, lett. a)

    Richiede che il ricorso indichi l'interesse a impugnare; la Corte ha considerato inammissibile il motivo per mancata indicazione di come l'omessa notifica abbia concretamente pregiudicato la difesa del ricorrente.

Massime di principio

  • La mancata notifica formale del decreto che fissa l'udienza di convalida dell'arresto non costituisce di per sé nullità: il legislatore prevede un avviso (anche orale) al pubblico ministero e al difensore, mentre l'arrestato viene tradotto e informato direttamente in udienza.
  • L'omessa notifica preventiva dei verbali di sequestro non è automaticamente causa di inutilizzabilità delle prove se il difensore ha potuto prendere conoscenza degli atti prima dell'udienza; per censurare utilmente tale omissione è necessario dimostrare un pregiudizio concreto e specificare quale diversa difesa sarebbe stata adottata.
  • Il giudice non è obbligato a motivare singolarmente il rigetto di eccezioni che appaiono manifestamente infondate o improponibili; il ricorso fondato su questioni manifestamente infondate rischia l'inammissibilità.
  • Per impugnazioni relative a utilizzabilità delle prove, il ricorrente deve indicare con precisione quali prove ritiene inesistenti o inutilizzabili e quali elementi residui sarebbero insufficienti a sostenere il gravame; la genericità comporta inammissibilità.
  • Difesa pratica: chiedere tempestivamente l'accesso agli atti e documentare eventuali impedimenti o il concreto danno derivante da omissioni procedurali; se non si può dimostrare un danno concreto, le carenze formali rischiano di essere considerate sanate.

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