Cassazione Penale, Ordinanza n. 03092/2026 del 26/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, ritenendo che la motivazione della sentenza d'appello fosse congrua e specifica sul punto del bilanciamento tra attenuanti generiche e aggravanti. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Esito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
Il difensore dell'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello di Catania del 13/05/2025 deducendo, con un unico motivo, che il giudice di merito non avrebbe adeguatamente motivato il mancato riconoscimento della prevalenza delle circostanze attenuanti generiche sulle aggravanti, pur essendo state tali attenuanti concesse in termini di equivalenza. La Corte di cassazione rileva invece che la sentenza impugnata aveva già esplicitato in modo sufficiente le ragioni del diniego di prevalenza, valorizzando la gravità della condotta e le modalità esecutive del fatto.
Norme richiamate
Le circostanze attenuanti generiche, pur concesse, non impongono automaticamente la prevalenza sulle aggravanti; il giudice deve motivare il bilanciamento e può negare la prevalenza valorizzando gravità del fatto e modalità della condotta.
La sentenza non richiama specificamente norme processuali diverse dalla decisione sul ricorso; il riferimento è solo alla declaratoria di inammissibilità e alle conseguenze economiche.
Massime di principio
- In tema di bilanciamento tra circostanze attenuanti generiche e aggravanti, la motivazione è sufficiente quando il giudice di merito indichi in modo concreto gli elementi fattuali che sorreggono il diniego di prevalenza, come la gravità della condotta e le modalità esecutive del reato.
- La censura di omessa o apparente motivazione sul bilanciamento è inammissibile quando la sentenza impugnata abbia effettivamente esplicitato le ragioni della decisione e il ricorso si limiti a una diversa valutazione del merito.
- La concessione delle attenuanti generiche in equivalenza con le aggravanti non comporta, di per sé, il diritto dell'imputato a ottenere la prevalenza delle prime; tale giudizio resta affidato alla discrezionalità motivata del giudice di merito.
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