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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02949/2026 del 26/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando la genericità del motivo sulla pena e la mancata correlazione con la motivazione della decisione di merito. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza della Corte di appello limitatamente al trattamento sanzionatorio, deducendo un motivo relativo alla determinazione della pena. La Corte di cassazione ha però rilevato che il motivo era formulato in modo generico e non si confrontava con la motivazione della sentenza impugnata, sicché non consentiva un effettivo scrutinio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 616 c.p.p.

    euro tremila in favore della Cassa delle ammende

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione il motivo di ricorso deve essere specifico e confrontarsi puntualmente con la motivazione della sentenza impugnata; in difetto, il motivo è inammissibile.
  • Le censure che investono la determinazione della pena devono indicare con precisione gli errori denunciati e spiegare perché la motivazione del giudice di merito sarebbe viziata; affermazioni generiche non sono scrutinabili nel merito.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e al pagamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

Testo integrale

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