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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20564/2024 del 23/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso straordinario ai sensi dell'art. 625-bis cod. proc. pen. denunciando un presunto errore di fatto della Corte di cassazione: la Corte avrebbe ritenuto inammissibile, per mancata deduzione, la doglianza riguardante l'applicazione dell'aggravante di agevolazione mafiosa (art. 416-bis.1 cod. pen.). Il ricorrente sostiene di aver tempestivamente censurato tale aggravante sia nell'atto di appello sia nel ricorso principale (con motivo aggiunto e memoria difensiva), per cui vi sarebbe stata un'omissione percettiva da parte della Corte di cassazione

La decisione

Il ricorso straordinario è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse. La Corte ha ritenuto che l'aggravante contestata era stata comunque riconosciuta quanto meno nella declinazione dell'impiego del metodo mafioso e che la doglianza sul profilo dell'agevolazione mafiosa era stata considerata nuova/inammissibile dalla Corte di cassazione; perciò non sussiste un vantaggio concreto derivante dall'accoglimento del ricorso straordinario. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 416-bis cod. pen.

    comma quarto (riferimento nel testo alla qualificazione dell'aggravante)

    La Corte ha trattato l'aggravante nei suoi profili distinti; ha ritenuto riconosciuta l'aggravante quanto all'impiego del metodo mafioso e ha considerato inammissibile la doglianza relativa alla agevolazione mafiosa se non tempestivamente dedotta

  • art. 416-bis.1 cod. pen. (ex art. 7 D.L. n. 152/1991)

    La norma è ricordata nella duplice accezione del metodo mafioso e dell'agevolazione mafiosa; la giurisprudenza (Sezioni Unite) considera l'agevolazione mafiosa un'aggravante di natura soggettiva

  • art. 629 cod. pen.

    comma secondo (citato nell'impugnazione e nella motivazione di annullamento parziale)

    Riferimento normativo utilizzato nella sentenza impugnata insieme alle aggravanti di cui all'art. 416-bis; la Corte ha disposto annullamento con rinvio limitatamente a specifiche circostanze aggravanti

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica; richiede che il ricorrente abbia un interesse concreto all'impugnazione, condizione che qui è venuta meno

  • art. 127 cod. proc. pen.

    Richiamato per la fissazione della camera di consiglio; norma di rito processuale

  • Sentenza Sezioni Unite n. 8545 del 19/12/2019 (Chioccini)

    Stabilisce che l'agevolazione mafiosa è un'aggravante di natura soggettiva; citata per valutare la natura dell'aggravante e la sua deducibilità in sede di gravame

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 6, n. 550 del 31/10/2018, Faraci)

    Principio secondo cui, se l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 è contestata nelle due declinazioni (metodo e agevolazione), non sussiste interesse a ricorrere in cassazione se si contesta solo una delle declinazioni e l'eventuale accoglimento non produrrebbe una concreta utilità per l'imputato

Massime di principio

  • Quando un'aggravante è articolata in più profili (per esempio metodo mafioso e agevolazione mafiosa), il difensore deve dedurre e preservare tempestivamente entrambi i profili nei gradi di giudizio per mantenere l'interesse a successive impugnazioni; dedurne solo uno può rendere inammissibile un ricorso per carenza di interesse
  • Le censure sollevate per la prima volta in Cassazione o come motivo nuovo possono essere ritenute inammissibili: è fondamentale introdurre nel merito d'appello e nel ricorso principale tutte le doglianze rilevanti in modo tempestivo
  • Il ricorso straordinario ex art. 625-bis richiede un interesse concreto e attuale: se la statuizione effettiva del giudice ha già riconosciuto l'aggravante sotto un profilo che rende in concreto immutata la posizione sanzionatoria dell'imputato, l'impugnazione perde utilità e può essere dichiarata inammissibile
  • In caso di annullamento parziale e rinvio su una specifica aggravante, le doglianze relative ad altre aggravanti possono diventare prive di utilità se il bilanciamento complessivo delle circostanze non varia la posizione sostanziale dell'imputato
  • Per minimizzare il rischio di inammissibilità processuale, è consigliabile predisporre memorie difensive esaustive nei vari gradi e non affidarsi esclusivamente a motivi aggiunti tardivi

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