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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33017/2024 del 22/08/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso articolato in sei motivi: 1) inutilizzabilità delle intercettazioni eseguite con captatore informatico (trojan) per i reati non di criminalità organizzata e per presunta efficacia limitata della normativa transitoria; 2-5) vizio di motivazione e travisamento della prova, con richiesta di riqualificazione dei fatti dalla concussione (art. 317 c.p.) ad altri reati come traffico di influenze (art. 346-bis c.p.) o induzione indebita, nonché prospettazione della configurazione come tentata concussione per mancanza di metus; 6) illegittimità e eccessività dell'aumento di pena per continuazione disposto dalla Corte d'appello.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo infondato il primo motivo (le intercettazioni via captatore informatico sono utilizzabili alla luce delle modifiche legislative e della giurisprudenza) e infondati i motivi 2-6. In sintesi la motivazione di merito è stata ritenuta esente da vizi tali da giustificare la cassazione: la ricostruzione fattuale (uso dell'intermediario Castiglia, concatenazione temporale tra preannunci/minacce e controlli, consegna di penne e proposta di somma/omaggi) giustifica la qualificazione dei fatti come concussione consumata e la misura della pena, ivi compresa l'aumento per continuazione.

Norme richiamate

  • art. 317 cod. pen. (concussione)

    La Corte ha ritenuto sussistenti gli elementi della concussione: abuso della qualità e dei poteri del pubblico ufficiale, costrizione della vittima con minaccia di eventi peggiori e ottenimento di un vantaggio (promessa o dazione).

  • art. 346-bis cod. pen. (traffico di influenze illecite)

    La tesi difensiva che ricondurrebbe i fatti a traffico di influenze è stata esclusa: il giudice ha ravvisato ruolo attivo del pubblico ufficiale e sfruttamento del potere, incompatibile con la fattispecie alternativa evocata.

  • art. 614 cod. pen. (locali nei quali non possono essere intercettate comunicazioni tra presenti)

    Richiamato nel contesto delle limitazioni all'uso del captatore informatico; la Corte ha ritenuto superata la restrizione per effetto delle modifiche legislative richiamate.

  • art. 6 d.lgs. 29 dicembre 2017, n. 216

    Testo interpretato congiuntamente alle modifiche operate dalla legge n. 3/2019: la disciplina ha consentito l'utilizzo del captatore informatico nei procedimenti per reati dei pubblici ufficiali, nelle condizioni ricostruite dalla Corte.

  • legge 3 gennaio 2019, n. 3

    L'abrogazione del comma restrittivo è ritenuta efficace nei termini temporali che permettono l'utilizzabilità delle intercettazioni via trojan per i fatti del 2019; giurisprudenza di legittimità conferma tale lettura.

  • artt. 266 ss. cod. proc. pen.; art. 530 cod. proc. pen.

    Richiamati dai motivi difensivi in tema di inutilizzabilità delle intercettazioni e di decisioni cautelari, la Corte ha respinto le censure procedurali rilevando la correttezza dell'impiego delle misure tecniche e l'osservanza dei termini e presupposti normativi.

Massime di principio

  • L'utilizzo del captatore informatico (trojan) è valutato alla luce della normativa vigente al momento dei fatti e delle modifiche introdotte (legge n. 3/2019); per impugnare la utilizzabilità occorre precisare la decorrenza normativa e dimostrare il difetto oggettivo dei presupposti temporali o sostanziali.
  • In presenza di un intermediario che preannuncia controlli e raccoglie somme/omaggi, la concatenazione temporale tra minacce/preannunci e ispezioni effettive, unitamente a comunicazioni che indicano l'accordo, può costituire prova sufficiente di concussione anche in assenza di una prova diretta del "pactum" tra pubblico ufficiale e intermediario.
  • La distinzione tra concussione e induzione indebita si fonda sul criterio del "de damno vitando" vs "de lucro captando": se la vittima è costretta da un timore concreto di un male ingiusto la condotta è più propriamente concussiva; la presenza di offerte/dazioni per evitare danni dà rilevanza al metus e alla consumazione del reato.
  • Per ottenere l'annullamento in Cassazione per travisamento della prova è indispensabile indicare puntualmente gli atti decisivi omessi o male interpretati, provandone la portata demolitrice dell'impianto logico della sentenza di merito; non è sufficiente proporre una lettura alternativa del materiale probatorio.
  • La prova indiziaria e il quadro di elementi concatenati (intercettazioni, dichiarazioni delle vittime, riscontri temporali e comportamentali) possono legittimare la qualificazione dei fatti come reato consumato; assenza di ritrovamenti materiali o mancanza di prova diretta non esclude la condanna se il compendio probatorio è coerente.
  • Gli aumenti di pena per continuazione possono essere confermati se il giudice di merito motiva l'inquietante gravità degli episodi e la loro connessione, e tale valutazione di fatto non è rimessa alla revisione libero-interpretativa della Cassazione se ben motivata.

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