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Cassazione Civile, Ordinanza n. 19422/2024 del 15/07/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazione finanziaria)

La controversia

L'amministrazione finanziaria aveva emesso nei confronti della contribuente un avviso di accertamento per dichiarazione infedele relativo al periodo d'imposta 2007, in qualità di socia di una società a ristretta base, a sua volta già colpita da autonomo accertamento. La contribuente aveva impugnato l'atto e la CTP aveva accolto il ricorso; la CTR, invece, aveva riformato la decisione. In cassazione la contribuente ha denunciato, con un unico motivo, la violazione dell'art. 109 TUIR, sostenendo che la CTR avesse fondato il giudizio di non inerenza dei costi su un criterio meramente quantitativo, invasivo delle scelte imprenditoriali, anziché su una valutazione qualitativa di correlazione tra costi e attività d'impresa. La Corte ha ritenuto infondato il motivo, rilevando che, pur essendo l'inerenza un giudizio qualitativo, la notevole antieconomicità del costo può costituire indice sintomatico di difetto di inerenza; nel caso concreto, a fronte della forte sproporzione tra costi di pubblicità e incremento degli utili, la contribuente non aveva fornito ulteriori elementi idonei a ricondurre la spesa all'attività d'impresa.

La decisione

La Corte ha respinto il ricorso. Ha confermato la legittimità della valutazione compiuta dalla CTR sulla non inerenza dei costi, osservando che la sproporzione tra spesa pubblicitaria e utilità economica realizzata poteva essere valorizzata come elemento sintomatico, in assenza di specifici elementi contrari offerti dalla contribuente. Quanto alle spese, non sono state liquidate perché l'Agenzia non ha depositato tempestivo controricorso. È stato inoltre dichiarato l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 109 TUIR

    il principio di inerenza dei costi deducibili è qualitativo e fondato sulla correlazione concreta tra costi e attività d'impresa; l'antieconomicità può fungere da indice del difetto di inerenza.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    sussistono i presupposti processuali per l'obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, se dovuto.

  • art. 1, comma 17, l. 24 dicembre 2012, n. 228

    norma che ha introdotto nel testo dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 l'ulteriore importo dovuto in caso di rigetto dell'impugnazione.

Massime di principio

  • Il principio di inerenza dei costi deducibili ha natura qualitativa e richiede una correlazione concreta tra il costo e l'attività d'impresa, non una mera valutazione di convenienza economica.
  • La notevole antieconomicità della spesa può costituire un elemento sintomatico del difetto di inerenza, legittimando il controllo dell'Amministrazione e del giudice sulla deducibilità del costo.
  • Quando l'Amministrazione evidenzia una marcata sproporzione tra costo sostenuto e utilità economica conseguita, spetta al contribuente fornire elementi specifici idonei a ricondurre la spesa all'attività imprenditoriale.
  • In mancanza di elementi ulteriori offerti dal contribuente, il giudice può confermare il recupero a tassazione valorizzando il dato dell'antieconomicità come indice probatorio del difetto di inerenza.

Come è indicizzato

MaterieAccertamento
RamiTributi
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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