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Cassazione Penale, Ordinanza n. 01514/2026 del 14/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato, già condannato dalla Corte di appello alla pena di un anno e quattro mesi di reclusione con sospensione condizionale, ha proposto ricorso per cassazione articolando due motivi. Con il primo ha dedotto violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la condotta non avrebbe meritato risposta penale; con il secondo ha denunciato violazione di legge e vizio di motivazione in relazione all'accertamento della responsabilità penale, contestando la ricostruzione dei fatti e la tenuta logica della motivazione di merito. Dalla sentenza emerge che il fatto contestato consisteva nell'aver dato origine a un incendio/bruciatura di rifiuti, in particolare gomme di pneumatici, su un terreno privato/agricolo vicino a una chiesa e ricadente in area sottoposta a vincolo paesaggistico, con produzione di fumo nero ed esalazioni insalubri e nocive.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il primo motivo riproponesse censure già esaminate e correttamente disattese dalla Corte di appello, la quale aveva escluso la particolare tenuità del fatto valorizzando la gravità concreta della combustione di rifiuti in un'area agricola vincolata, la produzione di fumi nocivi e la vicinanza a un luogo frequentato. Ha inoltre ritenuto manifestamente infondato il secondo motivo, poiché la motivazione di merito aveva logicamente affermato sia l'elemento oggettivo sia quello soggettivo del reato, fondandosi sulla presenza dell'imputato sul luogo, sulla sua condotta materiale di bruciare rifiuti e sull'assenza di iniziative volte a contenere o spegnere l'incendio. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 256-bis, comma 1, D.Lgs. n. 152 del 2006

    Norma incriminatrice posta a base della condanna per incendio di rifiuti; la Corte la richiama come titolo del reato accertato in merito.

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è esclusa quando la concreta offensività della condotta è elevata, come nel caso di incendio di rifiuti con fumi nocivi in area vincolata e vicina a luoghi frequentati.

Massime di principio

  • La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando la condotta, per modalità esecutive e contesto, presenti una significativa offensività concreta, anche sotto il profilo dell'impatto ambientale e del pericolo per le persone.
  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si limitino a riproporre deduzioni già esaminate e disattese dal giudice di merito senza confrontarsi specificamente con la motivazione impugnata.
  • Il vizio di motivazione non sussiste quando la sentenza di merito dia conto in modo coerente e non illogico degli elementi oggettivi e soggettivi del reato, fondandosi su dati fattuali come la presenza dell'imputato sul luogo e la sua condotta materiale di appiccare o alimentare il rogo.
  • La mancata attivazione dell'agente per contenere o spegnere le fiamme può essere valorizzata come indice della consapevolezza e volontà della condotta contestata.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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