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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 27976/2026 del 23/07/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (istante)

La controversia

Il procedimento riguarda un'istanza di liberazione condizionale presentata da una persona sottoposta a sorveglianza, qualificata nel testo come collaboratore di giustizia. Dopo una precedente sentenza della Corte di cassazione del 15 luglio 2025, che aveva rilevato d'ufficio l'incompetenza per territorio del Tribunale di sorveglianza di Ancona e aveva individuato come competente il Tribunale di sorveglianza di Roma, il Tribunale di Roma, in sede di rinvio, ha a sua volta dichiarato la propria incompetenza territoriale, ritenendo che, cessato il programma di protezione e avendo l'interessato eletto domicilio nel distretto di Ancona, la competenza fosse tornata al Tribunale di sorveglianza di Ancona. La difesa ha proposto ricorso per cassazione deducendo violazione di legge e, in particolare, degli artt. 25 e 627 c.p.p., nonché degli artt. 176 c.p. e 16-nonies l. n. 82/1991, sostenendo che la precedente decisione della Corte aveva definitivamente attribuito la competenza al Tribunale di Roma e che, in assenza di nuovi fatti rilevanti ai sensi dell'art. 25 c.p.p., il giudice del rinvio non poteva rimettere in discussione tale assetto, determinandosi altrimenti una situazione di stallo processuale.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto fondato il ricorso. Ha affermato che il principio di irretrattabilità del foro individuato dalla Corte di cassazione rende incontestabile, nel giudizio di rinvio, la competenza del giudice designato, salvo l'emersione di nuovi fatti ai sensi dell'art. 25 c.p.p. Ha quindi rilevato che il Tribunale di sorveglianza di Roma aveva erroneamente negato la propria competenza, già irrevocabilmente attribuitagli dalla precedente sentenza di legittimità, e che la sopravvenuta circostanza della c.d. capitalizzazione/domiciliazione autonoma non integrava un "fatto nuovo" idoneo a mutare la competenza. Per effetto di ciò, la Suprema Corte ha annullato l'ordinanza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di sorveglianza di Roma.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    è il parametro processuale invocato per denunciare violazione di legge nel ricorso per cassazione

  • art. 25 c.p.p.

    la decisione della Corte sulla competenza è vincolante nel corso del processo; l'eccezione è solo l'emersione di nuovi fatti che mutino la definizione giuridica rilevante

  • art. 627 c.p.p.

    nel giudizio di rinvio non è ammessa discussione sulla competenza, salvo i nuovi fatti di cui all'art. 25 c.p.p.

  • art. 176 c.p.

    richiamato dalla difesa nel ricorso, senza che la sentenza sviluppi una specifica applicazione nel caso concreto

  • art. 16-nonies l. n. 82 del 1991

    richiamato in relazione alla competenza territoriale speciale del Tribunale di sorveglianza di Roma per i collaboratori di giustizia

  • art. 12, comma 3-bis l.c.

    richiamato dal Tribunale di sorveglianza per individuare la competenza territoriale speciale nel procedimento relativo al collaboratore di giustizia

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio la competenza già individuata dalla Corte di cassazione non può essere rimessa in discussione dal giudice del rinvio, perché opera un principio di irretrattabilità del foro designato.
  • La deroga al vincolo sulla competenza è possibile solo quando sopravvengano fatti nuovi, nel senso di circostanze che determinino una diversa qualificazione giuridica tale da modificare giurisdizione o competenza di un giudice superiore.
  • La mera variazione del domicilio o della collocazione territoriale dell'interessato, ove non comporti un fatto nuovo idoneo a mutare il criterio legale di competenza, non consente di disattendere il dictum della Corte di cassazione.
  • Quando il giudice di rinvio si discosti dal vincolo sulla competenza senza la sopravvenienza di fatti nuovi, l'ordinanza è affetta da violazione di legge ed è annullabile con rinvio al giudice originariamente designato.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCompetenza
RamiProcesso penale
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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