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Cassazione Civile, Ordinanza n. 25399/2025 del 16/09/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (cliente)

La controversia

La controversia nasce da una compravendita di nuda proprietà immobiliare rogata da un notaio su incarico conferito tramite una procura speciale ritenuta generica. La venditrice ha sostenuto che l'atto fosse stato concluso dal proprio rappresentante con se stesso, in presenza di un evidente conflitto di interessi, e che il notaio avesse omesso di verificare l'effettiva volontà negoziale e le condizioni economiche reali già concordate in un precedente preliminare. I giudici di merito hanno quindi ritenuto il notaio responsabile per inadempimento della prestazione professionale e lo hanno condannato al risarcimento del danno, individuato nella perdita del bene a un corrispettivo inferiore al valore reale. Il notaio ha proposto due ricorsi: uno contro la sentenza d'appello di merito, articolato in sette motivi, e uno contro la sentenza della Corte d'appello che aveva dichiarato inammissibile la revocazione da lui proposta. Nel ricorso contro la revocazione ha contestato la ritenuta invalidità della procura speciale, dedotto la sanatoria per effetto della costituzione in proprio, e sostenuto la decisività della documentazione asseritamente trascurata. Nel ricorso contro la sentenza di merito ha dedotto, tra l'altro, nullità del giudizio per difetto di contraddittorio/litisconsorzio, inscindibilità delle cause, assenza di nesso causale e di danno, erronea qualificazione della condotta notarile, violazione dell'onere della prova e omessa considerazione dell'autorizzazione della venditrice e di altri fatti asseritamente decisivi.

La decisione

La Corte ha riunito i due ricorsi. Ha dichiarato inammissibile il ricorso avverso la sentenza sulla revocazione, ritenendo che la censura sulla decisività della documentazione si risolvesse in una richiesta di rivalutazione del merito non consentita in cassazione; ha inoltre ritenuto assorbite le ulteriori censure su procura e sanatoria. Quanto al ricorso contro la sentenza d'appello, la Corte ha respinto il primo motivo sul contraddittorio, escluso la necessità di un litisconsorzio con altri eredi o coobbligati, dichiarato inammissibile il terzo e il quarto motivo nella parte in cui miravano a contestare la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove, ritenuto inammissibile il quinto e il settimo motivo perché diretti a una diversa lettura del merito, e rigettato il sesto motivo sull'onere della prova, affermando che la venditrice aveva assolto il proprio onere dimostrando contratto professionale, rogito e danno, mentre spettava al notaio provare l'assenza di inadempimento o la non imputabilità. In sostanza, la responsabilità professionale del notaio è stata confermata e il ricorso complessivo è stato respinto/inammissibile nei vari profili, senza cassazione della decisione di merito.

Norme richiamate

  • art. 395 c.p.c.

    la revocazione richiede un errore di fatto decisivo o, nel caso dedotto, presupposti specifici che non possono essere surrogati da una diversa lettura della prova; il motivo sul carattere decisivo della documentazione era in realtà una censura di merito

  • art. 398 c.p.c.

    la procura speciale per la revocazione deve essere idonea al momento della notificazione dell'atto; la sospensione del termine per ricorrere per cassazione, una volta concessa, produce effetto sino alla sua revoca, con tutela dell'affidamento della parte che l'abbia ottenuta

  • art. 335 c.p.c.

    la Corte applica in via analogica la riunione dei ricorsi per cassazione contro sentenza d'appello e contro sentenza resa nel giudizio di revocazione

  • art. 101 c.p.c.

    la censura sul contraddittorio è stata ritenuta infondata perché non sussisteva litisconsorzio necessario

  • art. 102 c.p.c.

    le domande risarcitorie contro soggetti diversi, fondate su titoli autonomi, sono scindibili e non impongono la partecipazione congiunta di tutti i soggetti interessati

  • art. 2055 c.c.

    la solidarietà tra coobbligati non comporta inscindibilità delle cause quando i titoli di responsabilità sono autonomi

  • art. 115 c.p.c.

    il motivo che deduce travisamento della prova non può tradursi in richiesta di nuova valutazione del materiale istruttorio in cassazione

  • art. 2697 c.c.

    chi agisce per inadempimento deve provare il contratto e l'inesatto adempimento; una volta provati tali elementi, grava sul professionista/debitore l'onere di dimostrare l'assenza di colpa o l'imputabilità a causa a sé non riferibile

  • art. 1395 c.c.

    la dedotta autorizzazione del rappresentato e la questione del conflitto di interessi, ove risolte in base alle prove di merito, non sono riesaminabili in cassazione come merito del fatto

  • artt. 27 e 28 della legge notarile

    gli obblighi del notaio non si esauriscono nel mero ricevimento dell'atto, ma includono doveri di consiglio, informazione, dissuasione e controllo della serietà dell'operazione

  • art. 2645 bis c.c.

    richiamato dal ricorrente nel contesto del preliminare, ma la Corte non ne ha tratto una diversa conclusione sulla responsabilità notarile

  • art. 1273 c.c.

    richiamato dal ricorrente, senza esito decisivo ai fini della responsabilità accertata

  • artt. 1175 e 1375 c.c.

    le clausole generali di buona fede e correttezza integrano la prestazione del notaio e impongono comportamenti utili e necessari alla salvaguardia degli interessi delle parti

Massime di principio

  • Nel giudizio di cassazione non è consentito trasformare una censura di violazione di legge in una richiesta di nuova valutazione delle prove o dei fatti di causa; quando la doglianza investe la ricostruzione del fatto compiuta dal giudice di merito, la censura è inammissibile se non si confronta con un vero errore di sussunzione su un fatto incontroverso.
  • In materia di revocazione, il requisito della decisività del documento o del fatto asseritamente trascurato richiede che l'errore abbia inciso in modo causale sulla decisione; se la Corte di merito ha già motivato sulla non decisività del documento, non è ammissibile in cassazione una contestazione meramente alternativa del suo peso probatorio.
  • Il notaio, quale professionista tenuto a una prestazione intellettuale, non svolge un ruolo meramente passivo di recezione della volontà espressa, ma deve assicurare con diligenza la serietà, sicurezza e corrispondenza dell'atto al risultato pratico perseguito, fornendo le informazioni utili e, se necessario, consigliando o dissuadendo le parti.
  • La stipula di un atto annullabile per conflitto di interessi, quando il conflitto sia agevolmente accertabile e l'operazione arrechi un pregiudizio economico alla parte assistita, può integrare un inadempimento contrattuale del notaio per violazione dei doveri professionali di controllo e di protezione dell'interesse del cliente.
  • In tema di riparto dell'onere della prova nell'azione di responsabilità contrattuale, il creditore deve provare il titolo del rapporto e l'inesatto adempimento; incombe poi al debitore/professionista dimostrare l'adempimento esatto o la non imputabilità dell'inadempimento.
  • La solidarietà tra soggetti potenzialmente responsabili verso il medesimo danneggiato non implica automaticamente inscindibilità delle cause né litisconsorzio necessario, se le rispettive responsabilità poggiano su titoli autonomi e distinti.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniProveSpese di liteResponsabilità professionaleMandato
RamiProcesso civileResponsabilità civileContratti
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezzaLitisconsorzio necessarioNesso di causalitàGiudicato

Testo integrale

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