Cassazione Penale, Sentenza n. 35382/2022 del 22/09/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato la conferma di condanna per reati tributari (dichiarazione infedele ex art. 4 d.lgs. 74/2000 per il 2010; omessa dichiarazione ex art. 5 d.lgs. 74/2000 per il 2011 e 2012). Le doglianze principali erano di natura processuale: illegittimo rigetto dell'accordo di concordato ex art. 599-bis c.p.p. per mancata/esitata espressione del parere del Procuratore Generale o per comunicazione tardiva delle conclusioni (violazione dei termini e del diritto di difesa), decisione immediata dopo il rigetto senza disporre la prosecuzione del dibattimento (violazione artt. 178 lett. b) e c), 602 c.p.p.), errori di calcolo della pena e censure sulla responsabilità personale (in particolare per Caputo, mancanza di delega alla firma, ruolo meramente di prestanome e quindi carenza del dolo richiesto).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondati i ricorsi per ragioni procedurali: ha annullato senza rinvio la sentenza quanto al capo 1) (dichiarazione infedele relativo al 2010) perché estinto per prescrizione; ha annullato con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Bari la sentenza quanto ai delitti sub 2) e 3) (omessa dichiarazione per il 2011 e 2012) per i vizi procedurali relativi al trattamento dell'istanza di concordato in appello (mancata/inesplicitata valutazione del parere del Procuratore Generale e mancata prosecuzione del dibattimento), con conseguente nuovo giudizio. Ulteriori doglianze sulla responsabilità e sul trattamento sanzionatorio sono state assorbite dal favore procedurale riconosciuto.
Norme richiamate
Delitto di dichiarazione infedele (IRPEF/IVA); norma materiale contestata per i fatti relativi al periodo di imposta 2010
Delitto di omessa dichiarazione; norma materiale contestata per i periodi di imposta 2011 e 2012
art. 17, co. 1-bis, d.lgs. n. 74/2000
Aumento del termine di prescrizione per i reati tributari; utilizzato per calcolare i termini di estinzione
Sospensione del decorso della prescrizione (usata per conteggiare i termini a seguito di rinvii)
Istituto del concordato in appello (accordo sulle condizioni di pena); richiede l'espressione del parere del Procuratore Generale e il rispetto delle garanzie procedurali prima di decidere
artt. 589/3, 599-bis/3 e 602/1-bis c.p.p.
Richiamati come principi procedurali: non può essere pregiudicato il diritto dell'istante ad ottenere l'espressione del parere del PG e la valutazione dell'accordo da parte della corte; la corte può disporre rinvio o termine "ad horas" per acquisire il parere
Norma che impone la prosecuzione del dibattimento o la concessione di termini dopo il rigetto dell'accordo, per consentire alle parti di discutere e formulare conclusioni; la mancata attivazione integra nullità
art. 178 lett. b) e c) e art. 180 c.p.p.
Norme sulla nullità del giudizio per violazione del diritto di difesa che si possono determinare quando la sentenza è pronunciata immediatamente dopo il rigetto del concordato, senza prosecuzione del dibattimento
art. 23-bis, DL n. 137/2020 conv. L. 176/2020
Norme sul procedimento e sulla trattazione in presenza (richiami procedurali relativi alla modalità di comunicazione telematica delle conclusioni); richiamata nelle doglianze relative a comunicazioni tardive/incomplete
art. 27 Cost.
Principio costituzionale del diritto di difesa invocato dalla parte resistente per evidenziare l'effetto lesivo delle omissioni procedurali
Disposizioni in materia di determinazione della pena e limiti di ragionevolezza/criteri di individualizzazione: richiamate nelle censure sulla congruità della pena concordata, ma non decise in punto di merito per effetto delle questioni procedurali
Massime di principio
- La proposta di concordato in appello ex art. 599-bis c.p.p. richiede che sia acquisito e reso conoscibile il parere del Procuratore Generale: in mancanza, il rigetto immediato può essere illegittimo e determinare nullità.
- Se il giudice rigetta l'accordo proposto dalle parti in udienza, deve comunque disporre la prosecuzione del dibattimento o concedere termini per le conclusioni; la pronuncia immediata senza prosecuzione può integrare nullità soggetta a annullamento.
- Errori formali o di calcolo nella determinazione della pena concordata non devono impedire la verifica del diritto della parte ad ottenere l'espressione del parere del PG e l'esame dell'accordo nel suo risultato finale; tuttavia questioni di calcolo possono essere oggetto di correzione in sede di esame complessivo.
- Le questioni sostanziali relative alla responsabilità (es. ruolo effettivo vs. formalità di legale rappresentante, deleghe, dolo specifico) restano decisive nel merito, ma possono risultare ininfluenti se il processo viene annullato per vizi procedurali e rinviato.
- Nel calcolo della prescrizione per reati tributari occorre considerare gli aumenti previsti dalla normativa specifica (es. art. 17 d.lgs. 74/2000) e le sospensioni (es. art. 159 c.p. per rinvii), perché possono determinare l'estinzione del reato prima del nuovo giudizio.
- In casi simili è strategico per la difesa sollevare tempestivamente le nullità processuali legate alla mancanza del parere del PG o alla decisione immediata dopo il rigetto del concordato, poiché tali profili possono assorbire le contestazioni di merito.
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