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Cassazione Penale, Ordinanza n. 00595/2026 del 08/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la responsabilità per ricettazione. Con il primo motivo ha contestato la correttezza della motivazione sul giudizio di responsabilità ex art. 648 c.p., deducendo in sostanza una insufficienza o erroneità del ragionamento decisorio; il motivo è stato ritenuto non specifico perché mera riproposizione di censure già svolte in appello e già disattese. Con il secondo motivo ha lamentato il mancato riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; anche tale doglianza è stata ritenuta reiterativa e comunque manifestamente infondata, poiché la Corte territoriale aveva escluso la particolare tenuità valorizzando il grado di offensività del fatto e le modalità oggettivamente insidiose della condotta.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto il primo motivo non deducibile perché aspecifico e meramente reiterativo di quanto già dedotto in appello; ha ritenuto il secondo motivo manifestamente infondato, osservando che il diniego della particolare tenuità del fatto era sorretto da motivazione congrua e non illogica, coerente con i criteri dell'art. 133 c.p. In conseguenza, ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p.

    norma incriminatrice del reato oggetto del giudizio di responsabilità, la cui motivazione di merito è stata ritenuta ritualmente e specificamente confutata in appello

  • art. 131-bis c.p.

    la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva delle peculiarità del caso concreto; nel caso esaminato è stata correttamente esclusa in ragione dell'offensività e delle modalità insidiose della condotta

  • art. 133 c.p.

    criterio di riferimento per la valutazione della particolare tenuità del fatto, con riguardo a modalità della condotta, grado di colpevolezza ed entità del danno o del pericolo

  • art. 616 c.p.p.

    in caso di inammissibilità del ricorso consegue la condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non è ammissibile quando il motivo si risolve nella mera riproposizione di censure già dedotte in appello e specificamente disattese, senza una critica argomentata alla sentenza impugnata.
  • Ai fini della deducibilità del vizio di motivazione, il motivo deve essere specifico e confrontarsi realmente con le rationes decidendi della decisione impugnata; doglianze apparenti o solo reiterative non soddisfano l'onere di specificità.
  • La particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. richiede una valutazione complessiva e congiunta delle circostanze concrete, parametrata ai criteri dell'art. 133 c.p., senza necessità di esaminare analiticamente tutti gli elementi se la motivazione indica quelli ritenuti rilevanti.
  • Il giudice può escludere la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto valorizzando il grado di offensività e le modalità della condotta, purché la motivazione sia congrua, non illogica e non affidata a mere formule di stile.
  • La valutazione sulla particolare tenuità del fatto è rimessa al prudente apprezzamento discrezionale del giudice di merito, censurabile in cassazione solo nei limiti della manifesta illogicità o mancanza di motivazione.

Come è indicizzato

MaterieUso di atto falsoCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiReati contro la fede pubblicaParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

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