Cassazione Penale, Ordinanza n. 00516/2026 del 08/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)
La controversia
L'ordinanza non riguarda il merito dei ricorsi, ma una richiesta di correzione di errore materiale presentata nell'interesse di uno degli imputati. L'istanza deduceva che nella motivazione della sentenza della Corte di cassazione n. 26676 del 08/05/2025, depositata il 21/07/2025, in più punti era stato erroneamente riportato il nome di un imputato come "Pasquale Pititto" anziché come "Salvatore Pititto". Il testo individua espressamente le pagine e i righi della motivazione interessati dall'errore. La Corte verifica la corrispondenza tra motivazione e atti del procedimento e ritiene evidente l'errore segnalato, disponendo la rettifica del nominativo in tutte le occorrenze indicate.
La decisione
La Corte ha accolto la richiesta di correzione dell'errore materiale e ha disposto la sostituzione, nella motivazione della sentenza n. 26676 del 08/05/2025, del nome "Pasquale Pititto" con "Salvatore Pititto" nei punti specificamente elencati nell'ordinanza. Il provvedimento non incide sul dispositivo di condanna o assoluzione, ma esclusivamente sulla correzione formale della motivazione. È stata inoltre disposta la trasmissione alla cancelleria per le annotazioni di rito.
Massime di principio
- L'errore materiale nella motivazione di una sentenza è correggibile quando risulta evidente dal testo della decisione e dagli atti del procedimento, senza necessità di rivalutare il merito.
- La correzione dell'errore materiale può riguardare anche l'esatta identificazione nominativa di una parte o di un imputato, purché l'inesattezza sia meramente grafica o percettiva e non comporti modifica sostanziale della decisione.
- Il procedimento di correzione non incide sul contenuto decisorio della sentenza, ma si limita a emendarne la motivazione per renderla coerente con gli atti e con la reale identità del soggetto interessato.
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