Cassazione Penale, Sentenza n. 40988/2025 del 19/12/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano il decreto di confisca (Tribunale di Bologna 13/05/2024, confermato dalla Corte d'appello 21/05/2025) ritenendo che le intestazioni dei beni a loro favore siano genuine e non fittizie. Contestano la mancanza di motivazione della Corte d'appello su punti essenziali (data e modalità dell'acquisto, costo effettivo, titolo e operatività della Agritur soc. agr. s.r.l.), l'erronea valutazione della sproporzione reddituale (anche per uso improprio degli indici ISTAT), l'irrilevanza della convivenza/antecedente possesso e il fatto che gli acquisti sarebbero stati effettuati con fondi leciti o mediante dilazioni/accordi di pagamento.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato entrambi i ricorsi come infondati. Ha ritenuto la motivazione della Corte d'appello adeguata e logica: (i) la fittizietà delle intestazioni ai genitori (Lazzarini e Manico) e alla società Agritur è provata dalla totale o quasi totale assenza di redditi leciti degli intestatari e dalla sproporzione tra valore degli acquisti e capacità reddituale; (ii) il rapporto di parentela con il sorvegliato speciale e l'abituale pratica di questi di intestare beni a terzi costituiscono elemento significativo integrativo; (iii) la circostanza che la società abbia trasferito 10.000 euro alla Lazzarini Group viene interpretata come prova che il capitale sociale era stato posto a disposizione dal sorvegliato speciale, confermando la provenienza illecita iniziale; (iv) la confisca della società e di tutti i beni aziendali è legittima se l'attività societaria risulta geneticamente viziata dall'impiego massiccio di risorse illecite; (v) quanto alla coniuge Ciampà, la Corte ha ritenuto che i redditi dichiarati non fossero sufficienti a giustificare gli acquisti, che risultano in sproporzione anche rispetto a parametri di povertà assoluta, e che il rapporto di convivenza e la mancanza di redditi propri rafforzino l'ipotesi di disponibilità anche da parte del proposto. Conseguentemente il decreto di confisca resta confermato.
Norme richiamate
Disciplina l'obbligo di motivazione delle decisioni; la Corte ha ritenuto che la motivazione del decreto impugnato sia sufficiente e logica rispetto ai punti contestati.
L'art. 19 consente indagini patrimoniali mirate sul coniuge, figli e conviventi; la Corte interpreta che non costituisca di per sé una presunzione automatica di appartenenza al proposto, ma il rapporto di convivenza/parentela resta un elemento significativo che, insieme alla mancanza di redditi propri, consente di inferire la fittizietà dell'intestazione.
Consente la confisca dei beni ritenuti nella disponibilità del proposto e dei beni di provenienza illecita; la Corte conferma che la confisca societaria è legittima se l'ente risulta 'geneticamente' viziato dall'impiego di risorse illecite.
d.lgs. n. 159/2011 art. 26, comma 2
Stabilisce condizioni di presunzione di fittizietà in specifici casi; la Corte distingue questa presunzione dalle valutazioni effettuate ai sensi dell'art. 19, sottolineando che la presunzione di cui all'art. 26 è limitata ai casi ivi previsti.
d.lgs. n. 159/2011 art. 4, comma 1, lett. a) e b)
Definiscono la pericolosità sociale del proposto; la Corte le usa per giustificare la rilevanza temporale dell'acquisto in epoca di accertata pericolosità del sorvegliato.
d.lgs. n. 159/2011 artt. 10 e 27
Richiamati in relazione alla capacità di proporre ricorso per cassazione: la possibilità di ricorso in materia di misure di prevenzione e i limiti di ammissibilità (es. ricorso per violazione di legge).
Massime di principio
- La sproporzione tra valore dei beni acquistati e redditi dichiarati dell'intestatario costituisce un indice significativo di intestazione fittizia: se la differenza è ampia e documentata, anche indici medi come quelli ISTAT possono essere utilizzati come elemento probatorio, pur essendo meri indizi.
- Il momento rilevante per valutare la provenienza lecita o illiceità delle risorse è il 'momento genetico' dell'acquisizione (data di acquisto o di acquisizione della titolarità formale), non il precedente possesso materiale.
- Il rapporto di parentela, affinità o convivenza non produce automaticamente una presunzione assoluta di fittizietà, ma costituisce una circostanza di fatto molto significativa che, unita alla mancanza di redditi propri o ad altri indici, rafforza l'inferenza della provenienza illecita.
- Per il coniuge/convivente l'onere probatorio di dimostrare l'esclusiva e lecita disponibilità dei beni intestati grava su chi li invoca per sottrarli alla confisca; la mera intestazione formale non basta a escludere la disponibilità del proposto.
- Trasferimenti o operazioni finanziarie riconducibili al proposto (es. versamenti da/a società riconducibili al sorvegliato) sono prove indiziarie rilevanti per dimostrare che il capitale societario o i versamenti provengano dal proposto.
- La confisca di una società è legittima quando l'attività dell'ente risulta 'geneticamente' viziata dall'impiego iniziale o prevalente di risorse illecite, rendendo indistinguibile l'attività lecita da quella illecita.
- Il pagamento rateale o la dilazione non eliminano di per sé l'indice di sproporzione: rileva la sostenibilità delle rate rispetto alla capacità reddituale degli intestatari.
- Nelle impugnazioni per violazione di motivazione (art. 125 cpp) il giudice di legittimità valuta se la decisione di merito presenta una motivazione logica, adeguata e non contraddittoria; carenze meramente formali non sono sufficienti se la motivazione complessiva chiarisce le ragioni della decisione.
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