Cassazione Penale, Sentenza n. 42576/2022 del 09/11/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che, in riforma parziale del GIP, aveva disposto misure cautelari (arresti domiciliari per Scavone e misure interdittive/di sospensione dall\'esercizio di pubblici uffici per gli altri) per plurime imputazioni: corruzione propria e impropria, accessi abusivi a banche dati, falsità ideologica e truffa. Le censure hanno riguardato principalmente: vizio di motivazione sulla gravità indiziaria (mancanza del pactum sceleris o del sinallagma tra utilità e atti), utilizzo o rilevanza delle intercettazioni (presunta inutilizzabilità ai sensi dell\'art. 270 c.p.p.), violazioni procedurali (presunto superamento del termine dell\'art. 405 c.p.p. e contestata duplicazione di procedimento ex art. 649 c.p.p.), inesistenza o irrilevanza delle esigenze cautelari (rischio di reiterazione e di inquinamento probatorio non concreti), e difetto di proporzione delle misure rispetto alle posizioni individuali (in particolare per Mattiello, Abate e Vitiello). Per Brilla si è contestata in particolare la qualificazione della falsità ideologica e la sufficienza delle prove a supporto della truffa.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili o infondati la maggior parte dei ricorsi, confermando l\'ordinanza del Tribunale di Napoli per Scavone, Mattiello, Abate e Vitiello: sussisteva gravità indiziaria e motivazione adeguata sulle esigenze cautelari (rischio di reiterazione e pericolo di inquinamento probatorio), nonostante censure difensive su distanza temporale delle condotte o trasferimenti. Per la posizione di Rosario Brilla la Corte ha invece annullato con rinvio il provvedimento limitatamente al capo 3) (falsità ideologica) e con riguardo alle esigenze cautelari, ravvisando che la motivazione del Tribunale non aveva adeguatamente inquadrato la fattispecie di falso ideologico alla luce della giurisprudenza di legittimità (che richiede una rilevanza eccedente il mero rapporto di impiego); la Corte ha quindi disposto il rinvio al giudice dell\'appello cautelare affinché integri o riesamini la motivazione e, se del caso, proceda a diversa qualificazione del fatto. Nel complesso il provvedimento cautelare è stato sostanzialmente confermato eccetto il rilievo limitato relativo al Brilla.
Norme richiamate
Riferimento alla norma che disciplina l\'appello contro le misure cautelari; uso come titolo di impugnazione dell\'appello esperito dalla Procura
Norma relativa al falso in atti pubblici richiamata nella contestazione a carico di Brilla (falsità ideologica)
Concorrentemente richiamata per la falsità relativa agli atti di servizio
Fattispecie di truffa aggravata contestata in relazione alle attestazioni mendaci finalizzate alla percezione di emolumenti non dovuti
Richiamata in relazione alla presunta inutilizzabilità delle intercettazioni; la Corte osserva che l\'eventuale inutilizzabilità non travolge automaticamente l\'intero impianto probatorio quando sussistono altre fonti indiziarie rilevanti
Richiamato in relazione al termine per le indagini e alla possibile inutilizzabilità di atti acquisiti oltre detto termine; la Corte valuta la rilevanza dell\'eccezione solo se documentata e verificabile immediatamente in sede cautelare
Citato nella doglianza relativa a possibile duplicazione di iniziativa processuale (bis in idem); la Corte richiede identità testuale e contestualizzazione per ritenere il rilievo ostativo in sede cautelare
Richiamato a confronto per distinguere corruzione per l\'esercizio della funzione dalla corruzione per atti contrari ai doveri d\'ufficio; la Corte sottolinea che la corruzione propria può ricomprendere atti formalmente discrezionali che vengono resi conformandosi ad interessi privatistici
Articoli relativi ai delitti di accesso abusivo alle banche dati (accessi abusivi)
Il Tribunale ha ritenuto provati gli accessi abusivi attraverso la modalità informale delle richieste e la sistematicità delle risposte; rilevante la mancanza di giustificazioni istituzionali
Massime di principio
- Per la corruzione propria è sufficiente, in sede cautelare, una lettura sistematica di utilità ricorrenti e della disponibilità continuativa del pubblico ufficiale: non è necessario che ogni singolo atto illecito sia perfettamente individuato quando emerge un patto stabile e comprovato da elementi oggettivi (daazioni significative, frequenza e modalità dei contatti).
- La corruzione impropria (reato di pericolo) richiede meno il collegamento ad uno specifico atto: la sistematica percezione di utilità che rende il pubblico ufficiale disponibile a favore di interessi privati può integrare la fattispecie anche se la prova non mostra un atto puntuale per ogni dazione.
- Gli accessi abusivi a banche dati si valutano sulla base della mancanza di giustificazione istituzionale e della modalità delle richieste (es. comunicazioni informali tramite whatsapp) e della ripetitività; la semplice appartenenza del richiedente a istituzioni non legittima l\'accesso se non sussistono ragioni operative concrete.
- Le intercettazioni ritenute formalmente inutilizzabili non cancellano automaticamente tutto il quadro indiziario: il giudice deve valutare il materiale nel suo complesso e verificare se altre fonti indipendenti sorreggono la gravità indiziaria.
- La qualificazione della falsità ideologica relativa a fogli di presenza o missioni richiede che la menzogna abbia rilevanza pubblicistica eccedente il mero rapporto lavorativo; se la falsa attestazione incide solo sul rapporto di impiego può non integrare il reato di falso ideologico e può richiedersi diversa qualificazione (es. profili disciplinari o reati amministrativi).
- In tema di misure cautelari, il rischio di reiterazione o di inquinamento probatorio va motivato concretamente e tenuto conto della personalità dell\'indagato, della serialità e della continuità delle condotte; trasferimenti o cambi di mansione non azzerano automaticamente il rischio, salvo prova contraria specifica.
- Le eccezioni procedurali (termine di cui all\'art. 405 c.p.p., bis in idem ex art. 649 c.p.p.) possono incidere sull\'accoglimento cautelare solamente se risultano chiaramente verificabili e documentate in sede di gravame cautelare senza necessità di ulteriori valutazioni probatorie approfondite.
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