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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02588/2026 del 22/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La Corte di appello di Brescia, in sede di rinvio dopo un precedente annullamento della Cassazione, ha condannato l'imputato alla pena di quaranta giorni di permanenza domiciliare per lesioni personali consumate a Mantova il 10 luglio 2016. Con l'unico motivo di ricorso, l'imputato ha censurato la motivazione della sentenza di appello, prospettando carenze argomentative e chiedendo in sostanza una rivalutazione nel merito della vicenda processuale. Ha inoltre contestato, sia pure in termini non specificamente ricostruibili dal testo, il mancato riconoscimento di circostanze attenuanti generiche e della particolare tenuità del fatto.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che la doglianza non denunciava una violazione di regole logiche o giuridiche, ma mirava a ottenere un nuovo esame del merito, precluso in sede di legittimità quando la motivazione della sentenza impugnata sia coerente, puntuale e conforme alle indicazioni date dalla Corte nel precedente annullamento con rinvio. Ha inoltre ritenuto immune da censure il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche, giustificato dall'elevato disvalore della condotta e dai precedenti penali dell'imputato, e ha escluso la particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. in ragione della natura e modalità della condotta. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 582 c.p.

    indicato come norma incriminatrice del fatto di lesioni personali contestato e definito in sentenza come reato per il quale è stata pronunciata condanna a permanenza domiciliare.

  • art. 131-bis c.p.

    richiamato per escludere la particolare tenuità dell'offesa, non compatibile con la natura e le modalità della condotta contestata.

  • art. 616 c.p.p.

    richiamato per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di declaratoria di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità è inammissibile il motivo di ricorso che, sotto la veste di censura motivazionale, miri in realtà a ottenere un nuovo giudizio di merito sulla vicenda processuale.
  • Quando la sentenza impugnata presenta una struttura argomentativa coerente, puntuale e conforme alle indicazioni vincolanti rese nel precedente giudizio di annullamento con rinvio, la Cassazione non può sostituire la propria valutazione del fatto a quella del giudice di merito.
  • Il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche può essere legittimamente fondato sull'elevato disvalore della condotta e sui precedenti penali dell'imputato, ove tali elementi siano ritenuti incompatibili con una modulazione più favorevole del trattamento sanzionatorio.
  • La particolare tenuità del fatto è esclusa quando natura, modalità della condotta e profilo offensivo non consentano di ritenere l'offesa complessivamente lieve.
  • La declaratoria di inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, salvo esonero, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniPena e commisurazioneCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

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