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Cassazione Penale, Ordinanza n. 14263/2025 del 11/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione, proposto nell'interesse dell'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano del 29/05/2024, censurava la decisione di merito sotto più profili: 1) l'insussistenza del reato contestato al capo a), assumendo l'illegittimità del foglio di via obbligatorio, emesso in violazione di legge; 2) l'insussistenza del reato di resistenza a pubblico ufficiale di cui al capo c), perché gli atti del pubblico ufficiale sarebbero stati illegittimi e arbitrari; 3) il difetto della condizione di procedibilità del reato di cui al capo b), poiché sarebbe stata erroneamente ritenuta sussistente una circostanza aggravante non contestata; 4) l'erronea mancata applicazione dell'art. 131-bis c.p. La memoria depositata successivamente ribadiva sostanzialmente le medesime doglianze. La Corte ha ritenuto che tali censure mirassero in realtà a ottenere una rivalutazione del compendio probatorio e una diversa lettura dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità, oltre a riproporre questioni già esaminate e disattese dal giudice di merito con argomentazioni ritenute corrette.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che i motivi erano diretti a sollecitare una rivalutazione delle fonti di prova e una alternativa ricostruzione dei fatti, quindi estranee al sindacato di legittimità, e che si trattava inoltre di censure meramente riproduttive di questioni già affrontate e respinte dalla sentenza impugnata. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende, non ravvisando l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto è stata devoluta con il ricorso, ma la Corte non entra nel merito perché il ricorso è dichiarato inammissibile.

  • art. 129 c.p.p.

    Non è citato espressamente nel testo fornito; non determinabile.

  • Corte cost. n. 186 del 2000

    È richiamata per affermare che, in caso di inammissibilità, la condanna alla somma in favore della Cassa delle ammende presuppone che il ricorrente non abbia proposto il ricorso senza colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono consentite censure che, sotto la veste di violazioni di legge o vizi motivazionali, mirino in realtà a una rivalutazione delle prove o a una diversa lettura del compendio istruttorio.
  • Il ricorso per cassazione è inammissibile quando ripropone questioni già esaminate e disattese dal giudice di merito con motivazione logica e giuridicamente corretta, senza indicare reali vizi di legittimità.
  • La deduzione della particolare tenuità del fatto non può essere esaminata se il ricorso è inammissibile per ragioni processuali che precludono l'accesso al merito.
  • All'inammissibilità del ricorso consegue la condanna alle spese processuali e alla sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, salvo che risulti l'assenza di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCause di non punibilità
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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