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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2217/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Due motivi principali: 1) incompetenza per materia del Giudice di Pace: la difesa deduceva che, essendo contestata l'aggravante di cui all'art. 61 n.1 cod. pen. (futili motivi) la procedibilità sarebbe d'ufficio e la competenza spettante al Tribunale monocratico (richiamando l'art. 4 d.lgs. 274/2000); 2) vizi di motivazione e travisamento della prova: si censurava la condanna per tentate lesioni basata unicamente sulle dichiarazioni della persona offesa, senza prova della volontà di arrecare lesioni (si sosteneva che la condotta fosse riconducibile a percosse e non a tentate lesioni)

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha rilevato carenza di interesse della ricorrente ad invocare l'incompetenza del Giudice di Pace, poiché l'accoglimento comporterebbe una riqualificazione piu' grave (nessun vantaggio pratico per la ricorrente) e la ricorrente non ha dimostrato un interesse concreto e attuale come, ad esempio, la prospettazione di richieste che sarebbero state utili davanti al Tribunale. Sul secondo motivo ha ritenuto le censure manifestamente infondate: la motivazione del giudice di pace è risultata congrua e non contraddittoria, le dichiarazioni della persona offesa sono state riscontrate da altri elementi e la qualificazione come tentativo di lesioni (lancio di pezzi di legno) è stata adeguatamente motivata secondo il criterio della prognosi postuma e della univocità degli atti. La Corte ha inoltre condannato la ricorrente alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle Ammende per responsabilità colposa nella determinazione dell'inammissibilità

Norme richiamate

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 4

    disciplina la competenza del Giudice di Pace per i reati procedibili a querela di parte

    la norma stabilisce i limiti di competenza del Giudice di Pace; la Corte osserva che, anche se il reato è in concreto di competenza del Tribunale, l'imputato non ha interesse a dedurre l'incompetenza quando l'accoglimento peggiorerebbe la sua posizione

  • codice penale, art. 61 n. 1

    aggravante per futili motivi

    la presenza dell'aggravante incide sulla procedibilita' e sulla gravità del reato; nel caso concreto contribuisce all'argomentazione sulla competenza ma non dà interesse alla ricorrente a chiedere incompetenza

  • codice penale, art. 582, comma 2

    lesioni personali aggravate

    la condotta contestata è stata qualificata come tentato delitto di lesioni personali aggravate ai sensi di questa norma, rilevando l'aggravante

  • d.lgs. 28 agosto 2000, n. 274, art. 34, comma 3

    norma richiamata nel motivo come possibile causa di estinzione del reato o strumenti processuali alternativi

    la Corte osserva che la ricorrente non ha concretamente prospettato istanze che, se presentate davanti al Tribunale, avrebbero potuto portare a benefici (es. riti alternativi, messa alla prova, estinzione), quindi non ha provato interesse attuale all'incompetenza

  • codice di procedura penale, art. 616

    prevede la condanna per le spese del procedimento in cassazione

    ex art. 616 il ricorrente è stato condannato alle spese di cassazione e, per responsabilità colposa nell'aver proposto motivi manifestamente infondati, alla somma per la Cassa delle Ammende

Massime di principio

  • La contestazione dell'incompetenza per materia da parte dell'imputato può essere dichiarata inammissibile se l'accoglimento peggiora concretamente la sua posizione: l'interesse a proporre il motivo deve essere concreto e attuale
  • La Corte di Cassazione non rientra nel merito della valutazione probatoria se la motivazione del giudice di merito è logica e coerente; i rilievi che richiedono una rivalutazione dei fatti sono in genere inammissibili o manifestamente infondati
  • Il tentativo di delitto va valutato con il criterio della prognosi postuma e della univocità degli atti: atti preparatori o il lancio di oggetti che denotano inequivocabilmente la volontà lesiva possono integrare il tentativo anche se non si è verificato l'evento lesivo
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono reggere una condanna se risultano credibili e sono riscontrate da elementi di contesto o da altri riscontri probatori
  • Prima di dedurre incompetenza per ottenere un giudice diverso, l'imputato/difesa dovrebbe valutare se il mutamento di competenza possa comportare un peggioramento processuale o sostanziale e specificare l'interesse concreto e le eventuali richieste che si intenderebbero formulare al nuovo giudice

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