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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2078/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per cassazione con cinque motivi, il quarto dei quali deduceva un vizio di motivazione sulla sussistenza del reato ascritto ex art. 189, commi 1 e 6, del Codice della Strada. Tale motivo non è stato ritenuto manifestamente infondato dalla Corte di cassazione, rendendo il ricorso ammissibile e consentendo l'esame della questione di merito ai sensi dell'art. 129 c.p.p.

La decisione

La Corte di cassazione, rilevato che il quarto motivo non era manifestamente infondato e non essendo dagli atti evidente una causa di proscioglimento nel merito, ha accertato che il reato a carico del ricorrente si era estinto per prescrizione. Tenuto conto del termine massimo di prescrizione di sette anni e sei mesi determinato ex artt. 157 e 161 c.p. (e dei periodi di sospensione), la prescrizione era maturata prima della pronuncia della Corte di cassazione. Pertanto la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio perché il reato è estinto per prescrizione. Decisione resa a Roma il 2 novembre 2022.

Norme richiamate

  • art. 189, comma 7, d.lgs. 30 aprile 1992 n. 285

    Riferimento alla disposizione del Codice della Strada richiamata nella sentenza di merito; la Corte d'appello aveva assolto il ricorrente per il comma 7, confermandone l'assoluzione su quel punto

  • art. 189, commi 1 e 6, C.d.S.

    Gli specifici censure del ricorrente riguardavano la motivazione circa la sussistenza del reato disciplinato da questi commi; la valutazione sulla non manifesta infondatezza del motivo ha permesso alla Cassazione di esaminare la questione

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di ammettere il ricorso quando il motivo non è manifestamente infondato e di pronunciare d'ufficio su questioni come l'estinzione del reato per prescrizione, quando non risulti dagli atti una causa di proscioglimento

  • artt. 157 e 161 cod. pen.

    Utilizzati per il calcolo del termine massimo di prescrizione (sett'anni e sei mesi nel caso di specie) e per tener conto dei periodi di sospensione della prescrizione; sulla base di tali articoli la Corte ha ritenuto che il termine era decorso prima della pronuncia

Massime di principio

  • Se un motivo di ricorso per cassazione non è manifestamente infondato, la Corte può ammettere il ricorso e verificare anche l'eventuale estinzione del reato per prescrizione, senza che ciò richieda che il motivo sia totalmente fondato
  • Quando dalla documentazione processuale non emerge una causa di proscioglimento nel merito, la Corte di cassazione può dichiarare l'estinzione del reato per prescrizione e annullare la sentenza senza rinvio se il termine di prescrizione è già decorso
  • Il calcolo della prescrizione richiede attenzione agli articoli del codice penale che determinano la durata massima del termine e alle norme che disciplinano la sospensione della prescrizione; errori nel computo possono essere decisivi per l'esito
  • Una parziale assoluzione in sede di appello non impedisce che altre posizioni vengano riesaminate in cassazione e che, se è decorso il termine prescrizionale, venga pronunciata l'estinzione del reato
  • Per la difesa è importante sollevare tempestivamente vizi di motivazione e questioni di prescrizione: anche se il motivo non viene accolto integralmente, la sua non manifesta infondatezza può determinare l'ammissione del ricorso e l'accertamento della prescrizione da parte della Corte suprema
  • Distinguere sempre tra causa di proscioglimento che impedisce l'accertamento della responsabilità e mera estinzione per prescrizione: la prima comporta la definizione nel merito, la seconda estingue il reato per decorso del tempo

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