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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 32571/2022 del 05/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato gli arresti domiciliari contestati alla Cavaliere per plurimi reati. Il ricorso articolava cinque motivi: (1) vizio di motivazione e violazione di legge in ordine all'elemento soggettivo dei delitti di cui all'art. 512-bis (fittizia intestazione) contestati alla ricorrente; (2) vizio di motivazione e violazione di legge in relazione agli addebiti di autoriciclaggio (art. 648-ter.1), ancora sotto il profilo dell'elemento psicologico; (3) vizio di motivazione e violazione di legge sulla contestazione di truffa aggravata (capo 10) per aver fatto valere che la firma della legale rappresentante era conforme alla normativa; (4) vizi di motivazione rispetto all'esclusione dell'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 e presunta difformità tra dispositivo e motivazione; (5) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari (art. 274 lett. c) c.p.p.), deducendo che il Tribunale aveva adottato formule generiche circa la pericolosità sociale e la 'professionalità a delinquere' senza adeguata specificazione e senza considerare elementi favorevoli alla difesa (es. assenza di precedenti, sequestro della società e revoca dell'amministratrice).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili o infondati i primi quattro motivi (confermando che il Tribunale del riesame aveva fornito adeguata motivazione sulla consistenza degli indizi per i reati di fittizia intestazione, autoriciclaggio e truffa, e che la censura relativa all'aggravante 416-bis.1 mancava di interesse). Ha invece accolto il quinto motivo, ritenendo che il Tribunale del riesame non avesse adeguatamente giustificato le esigenze cautelari relative al pericolo di reiterazione: la motivazione era basata su affermazioni generiche (proclività/professionalità a delinquere) senza considerare l'assenza di precedenti, le deduzioni difensive e gli atti concreti intervenuti (sequestro della società, revoca dell'amministratrice). Conseguentemente la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla parte relativa alle esigenze cautelari e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Catanzaro per un nuovo esame su quel punto. Rimangono confermati, nel complesso, i gravi indizi in ordine ai reati contestati.

Norme richiamate

  • art. 512-bis cod. pen.

    La Corte condivide l'orientamento secondo cui la fittizia intestazione può produrre un profitto autonomo e rilevante e può costituire reato presupposto per altri reati economico-patrimoniali; la condotta di fittizia intestazione è idonea, di per sé, ad ostacolare l'azione ablativa e a creare un illecito vantaggio economico

  • art. 648-ter.1 cod. pen. (autoriciclaggio)

    Per l'autoriciclaggio rileva l'idoneità ex ante della condotta a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa; il fatto che le operazioni siano poi state tracciate e disvelate non elimina la rilevanza della condotta se era idonea a ingenerare la difficoltà d'identificazione al momento della realizzazione

  • art. 416-bis.1 cod. pen.

    L'aggravante di matrice associativa di tipo mafioso va accertata con motivazione specifica; nel caso di specie il Tribunale del riesame aveva comunque annullato la contestazione di tale aggravante e la Corte ha ritenuto la questione senza interesse impugnatorio da parte della ricorrente

  • art. 274 lett. c) c.p.p.

    Ai fini della misura cautelare è necessario fornire motivazioni concrete e specifiche in ordine al pericolo di reiterazione: non sono sufficienti formule di stile né la mera valorizzazione della 'eterogeneità' dei reati o di generiche affermazioni sulla 'professionalità' del reo senza puntuale riscontro fattuale

  • art. 648-bis e art. 648-ter cod. pen. (riciclaggio e reimpiego)

    art. 648-bis; art. 648-ter

    La giurisprudenza citata riconosce che reati di trasferimento fraudolento o simili possono costituire reati presupposto e che il profitto derivante dalla fittizia intestazione assume autonoma rilevanza ai fini dei reati patrimoniali

  • art. 13 D.L. 23/2000 conv. in L. 40/2000

    art. 13 D.L. 23/2000 conv. in L. 40/2000

    Normativa rilevante ai fini dell'accesso al Fondo di garanzia: la falsa rappresentazione della reale titolarità societaria può determinare l'ottenimento indebito di garanzie/agevolazioni espressamente precluse

  • art. 23 co. 8 D.L. n. 137/2020

    art. 23 co.8 D.L. 137/2020

    Riferimento procedurale alla modalità di trattazione con contraddittorio scritto ammessa per il ricorso

  • art. 121 c.p.p.

    La memoria difensiva depositata ex art. 121 è elemento che il giudice cautelare deve considerare nella valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari; la mancata considerazione di tali deduzioni può incidere sulla congruità della misura

Massime di principio

  • La fittizia intestazione di beni o imprese può costituire di per sé una fonte di illecito profitto ed essere rilevante come comportamento presupposto rispetto a reati di riciclaggio e autoriciclaggio.
  • In tema di autoriciclaggio la valutazione si fonda sull'idoneità 'ex ante' della condotta a ostacolare l'identificazione della provenienza delittuosa: il successivo disvelamento non esclude la rilevanza penale della condotta.
  • Per confermare misure cautelari personali è necessario motivare specificamente e con elementi concreti il pericolo di reiterazione: non sono sufficienti espressioni generiche quali 'professionalità a delinquere' o frasi di stile prive di riscontri fattuali.
  • In sede di ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari la verifica è limitata alla adeguatezza logico-giuridica della motivazione e non consente una piena rinnovazione della valutazione probatoria già compiuta dal giudice di merito.
  • Il contrasto tra dispositivo e motivazione non dà automaticamente diritto ad impugnazione utile se il dispositivo è comunque favorevole alla parte; l'interesse a ricorrere si valuta rispetto al dispositivo.
  • Elementi difensivi quali l'assenza di precedenti, il sequestro degli asset e la revoca dell'incarico amministrativo possono essere rilevanti per la valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari e devono essere esaminati espressamente dal giudice.

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