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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4232/2023 del 01/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Foggia era stato condannato per violazione dell'art. 650 c.p. per non essersi presentato presso la Stazione Carabinieri di Spezzano Albanese, come ordinato, per consentire un controllo sulla corretta custodia di un autocarro di sua proprietà sottoposto a sequestro amministrativo (per presunta violazione dell'art. 193 C.d.S.). Il ricorso sosteneva che l'art. 650 c.p. non fosse applicabile: l'obbligo relativo al sequestro amministrativo è disciplinato dal Codice della Strada e dall'art. 334 c.p., i carabinieri avrebbero potuto effettuare il controllo senza l'ausilio dell'imputato e l'ordine, generico "per ragioni di giustizia", non era "legalmente dato" in modo tale da imporre obbligatorietà.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso e ha annullato senza rinvio la sentenza del Tribunale per insussistenza del fatto. Ha ritenuto che l'ordine dei Carabinieri non fosse "legalmente dato" perché la convocazione era generica (indicata solo "per ragioni di giustizia" senza specificare l'oggetto dell'invito), per cui il destinatario non poteva conoscere i motivi dell'obbligo. Inoltre, la Corte ha affermato che non integra reato ai sensi dell'art. 650 c.p. l'inosservanza di un ordine che imponga una cooperazione non necessaria quando l'autorità può comunque ottenere direttamente il risultato desiderato (richiamando giurisprudenza di legittimità).

Norme richiamate

  • art. 650 cod. pen.

    Norma sussidiaria che punisce l'inosservanza di un ordine legalmente dato per ragioni di giustizia; la Corte ha ritenuto che non potesse applicarsi perché l'ordine contestato non era stato dato con la necessaria specificità e perché l'autorità avrebbe potuto conseguire direttamente il risultato senza la cooperazione dell'interessato.

  • art. 193 Codice della Strada

    Norma richiamata in relazione al sequestro amministrativo del veicolo; il controllo delle modalità di custodia del mezzo rientra nelle misure previste dal Codice della Strada, ambito nel quale si collocava la convocazione, ma ciò non legittima automaticamente l'applicazione dell'art. 650 c.p.

  • art. 213 Codice della Strada

    Richiamata dal ricorso come disciplina degli obblighi connessi al sequestro amministrativo; la Corte tiene conto della normativa specifica del Codice della Strada nella valutazione della rilevanza penale dell'inosservanza.

  • art. 334 cod. pen.

    Richiamato dal difensore come norma rilevante nell'ambito delle misure connesse al sequestro; la Corte segnala la natura sussidiaria dell'art. 650 c.p. rispetto ad obblighi disciplinati da norme speciali.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 6350 del 11/10/2018 (Rv. 274997 - 01)

    Principio richiamato che esclude la configurabilità del reato previsto dall'art. 650 c.p. quando l'inosservanza riguarda ordini che impongono comportamenti finalizzati a risultati che l'autorità può ottenere direttamente, senza la cooperazione dell'interessato.

Massime di principio

  • L'art. 650 c.p. è sussidiaria: non si applica quando la materia è disciplinata da norme speciali o quando l'autorità può realizzare direttamente il risultato senza la collaborazione del destinatario.
  • Perché un ordine dell'autorità costituisca obbligo penalmente rilevante deve essere "legalmente dato" e sufficientemente specifico sull'oggetto e sui motivi dell'invito; formule generiche come "per ragioni di giustizia" possono renderlo inapplicabile.
  • Il giudice penale può sindacare la legittimità formale e sostanziale dell'atto amministrativo o dell'ordine contestato; se manca la specificità necessaria, il rifiuto di ottemperare può non integrare reato.
  • Quando si riceve una convocazione per controlli relativi a beni sottoposti a vincoli (sequestro, custodia), va verificato se l'attività richiesta richieda effettivamente la cooperazione del proprietario; se l'azione può essere svolta autonomamente dall'autorità, l'inosservanza non è penalmente sanzionabile ai sensi dell'art. 650 c.p.
  • In casi analoghi, difendere la posizione significa contestare sia la legalità formale dell'ordine (mancanza di specificità) sia la sua necessità operativa (possibilità per l'autorità di agire senza il destinatario).

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