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Ordinanza

Ordinanza n. 239/2026 - Lecce, Sezione 2

per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, - del provvedimento prot. n. 2214 del 10 febbraio 2026 con il quale il Comune di Torchiarolo ha diffidato la parte ricorrente a demolire e ripristinare dello stato dei luoghi, ai sensi dell’art. 35, comma 1, del d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, in relazione all’immobile sito in Torre San Gennaro, identificato catastalmente al F. 29, p.lle 1558 e 1559; - ove occorra, dei verbali di sopralluogo del 15 febbraio 2022 e del 4 aprile 2022, ancorché non conosciuti; - di ogni altro atto ad esso presupposto, consequenziale o comunque connesso, ancorché non conosciuto, in quanto lesivo.

Giustizia amministrativa202600352

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diffida comunale alla demolizione e al ripristino dello stato dei luoghi ai sensi dell’art. 35, comma 1, d.P.R. 380/2001

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (associazione proprietaria o utilizzatrice)

Prevale il privato

La controversia

L’associazione ricorrente ha impugnato il provvedimento comunale del 10 febbraio 2026, con il quale il Comune di Torchiarolo l’ha diffidata a demolire e a ripristinare lo stato dei luoghi in relazione a un immobile sito in Torre San Gennaro. Sono stati inoltre impugnati, ove occorra, i verbali di sopralluogo del 15 febbraio e del 4 aprile 2022 e gli atti presupposti, consequenziali o connessi. Il testo dell’ordinanza dà atto della proposizione di articolate questioni relative all’ordinanza di demolizione e al contestuale ordine di ripristino, ma non ne specifica il contenuto analitico né i singoli vizi dedotti.

La decisione

Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato. Ha ritenuto che le questioni articolate nel ricorso necessitassero di adeguato approfondimento nella fase di merito e, valutato il periculum in mora, ha disposto la misura per mantenere integra la situazione controversa nelle more della definizione del giudizio. Non è stata formulata una valutazione definitiva sulla legittimità dell’ordine di demolizione o sui singoli motivi di ricorso. Il merito è stato fissato alla prima udienza pubblica del mese di maggio 2027. Le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, d.P.R. 380/2001

    La disposizione è indicata quale base normativa del provvedimento comunale di diffida alla demolizione e di ripristino dello stato dei luoghi; l’ordinanza cautelare non ne definisce in via definitiva l’ambito applicativo.

  • art. 55 c.p.a.

    È richiamato quale fondamento della tutela cautelare richiesta e concessa dal TAR.

Massime di principio

  • In sede cautelare, quando le questioni relative alla legittimità di un ordine di demolizione e di ripristino risultano articolate e richiedono un adeguato approfondimento, il giudice può riservarne l’esame alla fase di merito.
  • La sospensione cautelare dell’efficacia di un provvedimento repressivo edilizio può essere concessa, in presenza di un apprezzato periculum in mora, per mantenere integra la situazione controversa fino alla definizione del giudizio di merito.
  • L’accoglimento della domanda cautelare non comporta una decisione definitiva sui vizi dedotti contro l’ordine di demolizione, la cui fondatezza deve essere esaminata nella fase di merito.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiTutela cautelareDiscrezionalità amministrativa e tecnica

Testo integrale

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