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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2223/2023 del 19/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la sentenza per due motivi: (1) violazione degli artt. 110 cod. pen. e 216, comma 1, n. 2 legge fallimentare e vizio di motivazione per mancata prova del dolo specifico relativo alla bancarotta fraudolenta documentale (nonché, per la Taormina, mancata prova del suo concorso essendo amministratrice formale); (2) violazione dell'art. 110 cod. pen., art. 216 comma 3 legge fall., artt. 530 e 533 cod. proc. pen. per presunta mancata indicazione dei creditori pregiudicati dal pagamento e del titolo di preferenza in relazione alla bancarotta preferenziale.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che le sentenze di primo e secondo grado costituiscano una 'doppia conforme' e che le censure fossero generiche/aspecifiche rispetto alla motivazione già data in appello e in primo grado. In particolare: i giudici di merito avevano accertato la tenuta di una contabilità parallela, l'impossibilità o la grave difficoltà di ricostruire il patrimonio e quindi la sussistenza almeno del dolo generico per bancarotta documentale; la valutazione della responsabilità della Taormina (amministratrice formale) è stata confermata per abdicazione ai doveri di vigilanza; per la bancarotta preferenziale è stato ritenuto provato il pagamento a favore di Amato (estinzione di un suo credito) con dolo specifico di favorirsi a scapito degli altri creditori. Per l'inammissibilità dei ricorsi i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese e a versare 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla responsabilità e al concorso di persone nei reati contestati; la Corte valuta la partecipazione di entrambi gli imputati secondo i criteri di concorso.

  • art. 216 legge fallimentare (comma 1, n. 2 e comma 3)

    Art. 216 comma 1 n.2 relativo alla bancarotta fraudolenta documentale: la Corte distingue tra ipotesi di bancarotta 'generica' (dolo generico, sufficiente quando la tenuta delle scritture renda impossibile o molto difficile la ricostruzione) e l'ipotesi di sottrazione/distruzione (dolo specifico). Per il comma 3 (bancarotta preferenziale) è richiesto l'alterazione della par condicio creditorum e il dolo specifico di favorire un creditore a scapito di altri; se il pagamento estingue un debito effettivo del beneficiario è configurabile la preferenza senza dover necessariamente dimostrare l'esistenza di creditori privilegiati in pari grado.

  • art. 530 e art. 533 cod. proc. pen.

    Richiamati in tema di motivazione e del diritto di difesa; la Corte accerta che le censure di cassazione erano aspecifiche rispetto alla motivazione di merito, con conseguente inammissibilità.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alle spese processuali e a somme a favore della Cassa delle ammende per ricorsi giudicati inammissibili o manifestamente infondati; la Corte ha applicato tale sanzione ai ricorrenti.

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    Richiami procedurali relativi ai limiti della enunciazione dei motivi di ricorso: i motivi dovevano essere formulati nei limiti necessari per la motivazione e, se generici, rendono il ricorso inammissibile.

  • norme emergenziali procedurali (art. 2.3 comma 8 d.l. 127/2020; art. 23 comma 8 dl. n.137/2020; art. 7 comma 1 d.l. n.105/2021)

    Richiamate per giustificare la modalità di deposito della requisitoria e il trattamento del procedimento senza intervento delle parti, in applicazione delle disposizioni transitorie emergenziali.

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve essere specifico e ben ancorato alle argomentazioni delle sentenze di merito: censure generiche o non correlate alla motivazione delle decisioni di primo e secondo grado sono di norma inammissibili.
  • In materia di bancarotta documentale va distinto tra l'ipotesi 'generica' (dolo generico, sufficiente quando la tenuta delle scritture rende impossibile o assai difficile la ricostruzione del patrimonio) e l'ipotesi di sottrazione/distruzione (dolo specifico): se i giudici di merito hanno accertato la prima, il ricorso deve contestare espressamente quella valutazione, non solo il dolo specifico.
  • L'amministratore formale può essere ritenuto responsabile quando la sua abdicazione ai doveri di vigilanza sia accompagnata dalla rappresentazione della significativa possibilità di alterazione fraudolenta della contabilità e dal mancato esercizio dei poteri di controllo.
  • Per configurare la bancarotta preferenziale occorre l'alterazione della par condicio creditorum e il dolo di favorire un creditore; se il pagamento estingue un credito reale del beneficiario, la prova della preferenza può essere soddisfatta senza dover dimostrare l'esistenza di creditori privilegiati in pari grado.
  • Quando le decisioni di primo e secondo grado sono 'conformi' e si integrano, la Corte di Cassazione può valutare congiuntamente le motivazioni: ciò rende ancora più importante che il ricorso di cassazione contesti puntualmente le argomentazioni svolte in entrambi i gradi.

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