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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20287/2023 del 12/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che confermava la misura cautelare personale dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria applicata per il delitto previsto dall'art. 452-quaterdecies c.p., contestando la sussistenza del pericolo di recidiva (periculum in mora). Due motivi: 1) insufficienza del pericolo di recidiva per il ruolo ritenuto marginale del ricorrente, l'assenza di precedenti e la cessazione della carica nella societa' Felappi; 2) la distanza temporale superiore a due anni tra i fatti e l'applicazione della misura renderebbe insussistente l'attualita' del pericolo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondate le censure, osservando che il Tribunale del riesame aveva compiuto un'adeguata e motivata valutazione prognostica sul pericolo di reiterazione: l'attivita' illecita era sistematica e professionale, Castellanelli aveva un ruolo rilevante e ha continuato a porre in essere condotte illecite anche dopo interventi repressivi (sequestri), dimostrando una stabile inclinazione a delinquere. La cessazione formale della carica societaria non era sufficiente a escludere il rischio di recidiva. La Corte ha richiamato consolidata giurisprudenza secondo cui l'attualita' del pericolo non richiede l'individuazione di una specifica occasione di recidiva; pertanto il ricorso e' stato respinto e il ricorrente condannato alle spese.

Norme richiamate

  • art. 452-quaterdecies c.p.

    Norma penale che disciplina il delitto per cui e' stata applicata la misura cautelare; costituisce la fattispecie di reato contestata al ricorrente.

  • art. 274 c.p.p.

    Disciplina le esigenze cautelari in relazione al pericolo di reiterazione del reato; interpretata in senso restrittivo sull'attualita' del pericolo, che richiede una valutazione prognostica fondata su elementi concreti ma non la previsione di una specifica occasione di recidiva.

  • art. 606, comma 1, lett. b) c.p.p.

    Norma che individua uno dei motivi di ricorso per cassazione (vizi della motivazione); la Corte ha ritenuto le doglianze generiche e in realta' mera riproposizione dei motivi gia avanzati in sede di riesame, senza adeguato confronto critico con le argomentazioni del giudice.

  • L. 16 aprile 2015, n. 47, art. 2

    Novellamento dell'art. 274 c.p.p. che ha introdotto il requisito dell'attualita' del pericolo di reiterazione, richiedendo una valutazione prognostica basata su elementi concreti e sulla personalita' e le condizioni di vita dell'indagato.

Massime di principio

  • La sussistenza del pericolo di recidiva va valutata prognosticamente sulla base di elementi concreti (modalita' del fatto, personalita' dell'indagato, contesto socio-ambientale) e non richiede l'indicazione di una specifica occasione di delinquere.
  • La distanza temporale tra il fatto e l'applicazione della misura non esclude automaticamente l'attualita' del pericolo: maggiore e' il lasso di tempo, piu' approfondita deve essere la motivazione, ma il tempo trascorso non cancella di per se' il rischio se permangono elementi fattuali che lo giustificano.
  • La cessazione formale di cariche societarie non e' di per se' sufficiente ad escludere il pericolo di recidiva se il soggetto ha avuto un ruolo sostanziale nell'attivita' illecita o ha continuato a porre in essere condotte controverse.
  • Comportamenti successivi all'intervento delle autorita' (es. nuove illecite attivita' nonostante sequestri) costituiscono elemento probante della persistenza dell'inclinazione a delinquere e rafforzano la necessita' cautelare.
  • In sede di cassazione le censure meramente ripropositive e prive di un confronto critico con la motivazione del giudice di merito sono spesso ritenute infondate; e' fondamentale proporre argomentazioni nuove o dimostrare errori logico-giuridici specifici nella motivazione.
  • Per difendersi efficacemente in casi simili conviene produrre elementi concreti che dimostrino la modifica delle condizioni di fatto e di rischio (es. prova di interruzione dell'attivita' illecita, assenza di disponibilita' di strumenti per reiterare il reato, attestazioni sulla condotta post-evento) e una critica puntuale alla valutazione prognostica dei giudici.

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