Cassazione Penale, Sentenza n. 30638/2024 del 26/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che confermava il sequestro preventivo del capitale sociale e del patrimonio aziendale della "Caffè In" s.r.l., disposto in relazione ai reati di partecipazione ad associazione per delinquere e autoriciclaggio. I ricorrenti hanno dedotto: (1) inutilizzabilità di atti d'indagine acquisiti oltre il termine delle indagini preliminari (art. 407, comma 3 c.p.p.) e vizio nella motivazione che ha dichiarato tardiva l'eccezione; (2) insufficienza del fumus commissi delicti in relazione all'autoriciclaggio e all'interposizione fittizia (art. 512-bis c.p.); (3) carenza di elementi sul dolo specifico del presunto promotore Domenico Giorgi; (4) insufficienza del quadro indiziante sul reato associativo (nucleo familiare di imprenditori); (5) assenza di esigenze cautelari concrete e specifiche a giustificazione del sequestro.
La decisione
La Corte ha accolto il primo motivo: ha ritenuto errata la valutazione del Tribunale circa la tardività dell'eccezione difensiva, poiché il successivo decreto di sequestro costituiva provvedimento autonomo che legittima la nuova eccezione sull'utilizzabilità di atti acquisiti oltre il termine delle indagini. Di conseguenza ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale del riesame perché riesamini la fondatezza dell'eccezione e, se fondata, verifichi la sussistenza dei presupposti del sequestro escludendo le acquisizioni investigative tardive. Per effetto dell'accoglimento del primo motivo, gli altri motivi sono stati assorbiti e non decisi nel merito.
Norme richiamate
art. 407, comma 3, cod. proc. pen.
La Corte ha richiamato il principio che atti acquisiti al fascicolo investigativo oltre il termine delle indagini preliminari possono essere inutilizzabili; inoltre ha precisato che, quando venga emesso un nuovo provvedimento cautelare autonomo, è legittimo sollevare nuovamente l'eccezione di inutilizzabilità rispetto a quel nuovo atto cautelare
Norma sull'interposizione fittizia: dall'ordinanza emerge che per integrare la fattispecie sono necessari elementi idonei a provare la titolarità occulta e la provenienza delle risorse; la Corte non decide sul merito ma indica che tali profili devono essere valutati con prove dettagliate
art. 4 d.lgs. n. 74/2000 (infedele dichiarazione dei redditi)
Richiamata nella contestazione relativa alla presunta infedele dichiarazione; la Corte non si pronuncia sul merito ma segnala che la ricostruzione contabile e la provenienza dei fondi sono rilevanti per verificare la sussistenza del reato
Sentenza "Ellade" (Sezioni unite)
Rilevata la necessita di motivazione effettiva e specifica nell'adozione di misure cautelari patrimoniali; la Corte ricorda che il Tribunale deve fornire motivazioni adeguate sulle esigenze cautelari
Massime di principio
- Se vengono acquisiti atti investigativi oltre il termine delle indagini preliminari (art. 407, comma 3 c.p.p.), tali atti possono essere inutilizzabili e la relativa eccezione può essere sollevata anche quando venga adottato un nuovo provvedimento cautelare autonomo che si fondi su quelle acquisizioni
- L'emissione di un nuovo decreto di sequestro, anche se riguarda gli stessi beni, reati e persone, costituisce procedura autonoma che consente una nuova valutazione della utilizzabilità degli atti e una nuova tempestiva eccezione difensiva
- Per reati complessi come l'interposizione fittizia (art. 512-bis) e autoriciclaggio è necessaria un'istruttoria che documenti la provenienza delle risorse, eventuali conferimenti occulti e il dolo specifico; conclusioni generiche del consulente o indizi non dettagliati possono non essere sufficienti
- La mera gestione familiare di imprese o la pianificazione di aperture commerciali non costituiscono automaticamente prova di associazione per delinquere; è necessario dimostrare una progettualità criminosa e ruoli coordinati volti a delinquere
- Sulle esigenze cautelari patrimoniali il giudice deve fornire motivazioni concrete e specifiche (richiamo alla giurisprudenza delle Sezioni unite), valutando anche la compatibilità dei ricavi dichiarati e la continuità gestionale sotto amministrazione giudiziaria
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