Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40173/2022 del 24/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per partecipazione ad associazione dedita al traffico di cocaina (artt. 74 e 73 DPR 309/1990). I profili dedotti erano in sintesi: 1) incompetenza territoriale dell’A.G. torinese, che a parere della difesa doveva essere individuata nel Tribunale/DDA di Ancona (o Macerata), perché la parte principale dell'attività organizzativa e logistica del sodalizio si sarebbe svolta nel circondario marchigiano; 2) carenza della motivazione sulle esigenze cautelari e sull'adeguatezza della misura detentiva, considerata la distanza temporale tra i fatti (ultimi reati-fine nel 2019) e l'applicazione della misura, la presunta disgregazione del gruppo (morte del capo Ergys Dashi) e l'assenza di elementi concreti di collegamento del ricorrente con la consorteria in epoca successiva al suo arresto del 2019.

La decisione

La Suprema Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta l'individuazione della competenza territoriale a favore dell’A.G. torinese, applicando il criterio del luogo di inizio della consumazione per il reato permanente e valorizzando la sede della base operativa e le circostanze concrete (insediamento del capo in Piemonte, primi scambi noti il 23/6/2017, ulteriori cessioni). Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha condiviso la valutazione dei giudici di merito: esiste una grave e concreta probabilità di reiterazione per la rilevanza degli elementi probatori (intercettazioni, videosorveglianza, servizi, sequestri di oltre 30 kg), il ruolo stabile e operativo del ricorrente (viaggi per sostituzione targhe, sostituzione del capo dopo arresti), e la presunzione di pericolosità prevista per il delitto associativo; la morte del capo e l'affidamento in prova/lavoro non sono stati ritenuti idonei a escludere il pericolo di recidiva. Conseguentemente il provvedimento detentivo è stato ritenuto adeguato e proporzionato. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 74

    Norma che sanziona l'associazione finalizzata al traffico di stupefacenti; la Corte ha richiamato la presunzione di pericolosità e la speciale gravità del reato come base della presunzione di adeguatezza della custodia in carcere ai fini cautelari

  • D.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309 - art. 73

    Riguarda i delitti di traffico e spaccio di sostanze stupefacenti: utilizzata per qualificare i "reati-fine" contestati e valutare la gravità e ripetitività delle condotte

  • Codice di procedura penale - art. 8, comma 3

    "se si tratta di reato permanente, è competente il giudice del luogo in cui ha avuto inizio la consumazione..."

    La Corte ha applicato questo criterio per i reati associativi permanenti, individuando il luogo di inizio dell'operatività del sodalizio (Piemonte) come collegamento territoriale per la competenza

  • Codice di procedura penale - art. 9, comma 1 e comma 3

    Richiamate nel dibattito sulla competenza territoriale: il Tribunale di merito ha correttamente valutato che, data la pluralità di luoghi interessati e la permanenza del reato associativo, il criterio suppletivo (comma 3) e la regola sul luogo dell'operatività prevalgono nell'individuazione del giudice competente

  • Codice di procedura penale - art. 275, comma 3

    Prevede la presunzione di pericolosità e l'adeguatezza della custodia in carcere per il delitto associativo ai fini cautelari; la Corte ha ritenuto che i giudici di merito non si siano limitati alla sola presunzione, ma abbiano anche dato motivazioni concrete sull'attualità del pericolo

  • D.L. 28 ottobre 2020, n. 137 - art. 23, commi 8 e 9

    Norma processuale richiamata per regolare il trattamento del ricorso in Cassazione (trattazione senza intervento delle parti); citata per completezza procedurale

Massime di principio

  • Per reati associativi permanenti la competenza territoriale si determina fondamentalmente sul luogo in cui ha avuto inizio la consumazione o dove si è manifestata la base operativa (programmazione, ideazione, direzione), non sul luogo di acquisto dello stupefacente.
  • La mera esistenza di condotte pregresse non esclude l'applicabilità di misure cautelari se emergono elementi concreti che rendono attuale il pericolo di reiterazione (intercettazioni, ruoli operativi, viaggi per logistica, sequestri consistenti).
  • La presunzione di pericolosità per il delitto associativo (art. 275 c.p.p.) è rilevante, ma i giudici di merito devono comunque motivare in concreto l'attualità delle esigenze cautelari; la Cassazione di norma sindaca la congruità della motivazione più che il merito valutativo degli elementi emersi.
  • Eventi successivi come la morte del capo del sodalizio o il tempo intercorso tra i fatti e l'applicazione della misura non annullano automaticamente il pericolo cautelare: occorre valutare se il sodalizio ha dimostrato capacità di resilienza o se il soggetto ha mantenuto ruoli e contatti operativi.
  • Provvedimenti favorevoli (affidamento in prova, lavoro) possono essere considerati ma perdono rilievo se la loro concessione dipende dall'assenza di pendenze o dalla stessa necessità di conservare il beneficio; la loro esistenza non è di per sé idonea a escludere il pericolo di recidiva.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.