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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40075/2022 del 24/10/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'appello dell'8/02/2022 per il mancato riconoscimento dell'attenuante di cui all'art. 62, comma 1, n. 4 cod. pen. (danno patrimoniale di speciale tenuità). I fatti: in data 28/08/2020, nell'ambito di un supermercato di Acireale, il ricorrente minacciò i cassieri con una spranga tentando di farsi consegnare l'incasso (tentativo non riuscito per la reazione del personale) e strappò la borsa di una cliente anziana, che tuttavia venne poi immediatamente abbandonata; il ricorrente deduce che non vi fu lucro né danno patrimoniale, che vi fu rinuncia immediata alla refurtiva e confessione, e sostiene che tali elementi denotano dolo d'impeto e giustificano l'applicazione dell'attenuante per speciale tenuità del danno

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifestata infondatezza. Ha ritenuto corretta la valutazione della Corte territoriale secondo cui l'attenuante per speciale tenuità richiede un giudizio complessivo sul danno criminale, non limitato al valore materiale del bene sottratto, e deve considerare il contesto fattuale (concorrenza fra furto con strappo e tentata rapina, uso di travisamento e minaccia con spranga) che evidenzia una marcata pulsione criminosa e la gravità della condotta. Perciò l'attenuante non è stata riconosciuta. Il ricorrente è stato altresì condannato al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 62, comma 1, n. 4 cod. pen.

    L'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità richiede un giudizio complessivo sulla rilevanza del danno criminale nella sua globalità; non è sufficiente il valore irrisorio del bene o la brevità dello spossessamento se il fatto, nel suo complesso, denota gravità, violenza o marcata propensione criminosa

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 5, Sentenza n. 344 del 26/11/2021, dep. 2022, Ghirasam, Rv. 282402)

    Sez. 5, Sentenza n. 344 del 26/11/2021

    Precisa che l'attenuante della speciale tenuità presuppone la valutazione complessiva degli elementi della fattispecie e che non possono essere determinanti solo l'entità lievissima del danno e il valore irrisorio del bene sottratto

  • Corte costituzionale, Sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Sentenza 13 giugno 2000, n. 186

    Consente la condanna al pagamento di somme in favore della Cassa delle ammende anche in caso di rigetto/inammissibilità del ricorso, salvo colpa della parte; la Corte ha qui ritenuto non sussistere colpa grave del ricorrente ma ha comunque irrogato una somma equitativa

Massime di principio

  • L'attenuante per danno patrimoniale di speciale tenuità va valutata nel quadro complessivo del fatto-reato: contesto, modalità, mezzi utilizzati e capacità offensiva complessiva incidono sulla configurabilità dell'attenuante
  • Il valore modesto del bene sottratto o la brevissima durata dello spossessamento non garantiscono automaticamente il riconoscimento dell'attenuante se la condotta è stata violenta, minacciosa o accompagnata da altri reati contestati
  • La commissione contestuale di reati più gravi o di reati con modalità violente (es. tentata rapina, uso di strumenti offensivi, travisamento) può escludere l'attenuante perché evidenzia una maggiore pericolosità e pulsione criminosa
  • La rinuncia immediata alla refurtiva e la confessione possono essere elementi attenuanti, ma sono valutati insieme agli altri elementi e non comportano di per sé il riconoscimento dell'attenuante
  • In casi simili, è fondamentale documentare elementi concreti e probatori che mostrino la reale assenza di danno, l'assenza di profitto e la natura impulsiva dell'azione, nonché l'assenza di recidiva o altre circostanze aggravanti, per ottenere margini concreti di riconoscimento dell'attenuante

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