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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47340/2024 del 23/12/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello che aveva confermato la condanna per tentato omicidio aggravato e porto in luogo pubblico di arma da guerra (mitraglietta Skorpion). Il ricorrente deduceva: 1) vizio di calcolo della pena in relazione alla riduzione prevista per il rito abbreviato e all'applicazione della continuazione (sostiene che la riduzione risultasse inferiore a quella dovuta e che la multa fosse illegittimamente applicata a titolo di aumento per la continuazione); 2) vizio di motivazione e violazione di legge per il rigetto delle circostanze attenuanti generiche, che avrebbe meritato in ragione della positiva evoluzione personale e del comportamento processuale collaborativo, nonché per la rinuncia a impugnare profili di responsabilità.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato la censura sul diniego delle attenuanti generiche ritenendo che i giudici di merito abbiano motivato adeguatamente l'esclusione, in particolare per la gravità della condotta (uso di arma da guerra, esplosione di diciotto colpi, elevata capacità criminosa e tentativo di condizionare le vittime). Invece ha accolto le doglianze relative al calcolo della pena: la pena totale lorda era stata fissata in 12 anni, ma dopo la sottrazione del terzo prevista per il rito abbreviato (art. 442, co. 2 c.p.p.) la pena finale doveva essere di 8 anni e non di 9. Inoltre la Corte rileva che l'aumento per continuazione deve riguardare la sola reclusione e non la multa. Per questi profili ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha rideterminato la pena in 8 anni di reclusione ai sensi dell'art. 620, lett. 1, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 133 cod. pen.

    Norma che elenca gli elementi valutabili per riconoscere le circostanze attenuanti generiche; la Corte ha ritenuto che fosse legittimo concentrarsi su alcuni elementi preponderanti (gravità del reato e modalità di esecuzione) ritenuti ostativi al beneficio.

  • art. 62 bis cod. pen.

    Richiamata nella giurisprudenza citata in punto di diniego delle attenuanti generiche: non impone al giudice di trattare ogni singola deduzione difensiva, è sufficiente l'indicazione degli elementi di preponderante rilevanza che ostano al riconoscimento.

  • art. 442, comma 2, cod. proc. pen.

    Prevede la riduzione di un terzo della pena per il rito abbreviato; la Corte ha indicato che la riduzione va calcolata dopo la determinazione della pena assoluta e ha corretto il conteggio che aveva portato a una pena finale errata.

  • art. 620, lett. 1, cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione, quando annulla per vizi di motivazione o di diritto limitatamente alla misura della pena, di provvedere alla rideterminazione della pena medesima senza rinvio; applicata per rideterminare la pena in otto anni.

Massime di principio

  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è sindacabile in Cassazione solo in presenza di motivazione illogica o contraddittoria; il giudice del merito può basare la decisione anche su uno solo degli elementi dell'art. 133 ritenuto preponderante (es. gravità delle modalità esecutive).
  • La riduzione prevista per il rito abbreviato (art. 442 c.p.p.) va applicata dopo aver determinato la pena complessiva lorda; un errore nel criterio di calcolo può giustificare l'annullamento limitato alla misura della pena e la rideterminazione da parte della Cassazione ai sensi dell'art. 620, lett. 1, c.p.p.
  • In caso di continuazione tra reati, l'aumento di pena per la continuazione deve essere calcolato conformemente alla giurisprudenza consolidata: l'incremento si applica alla pena per la violazione più grave e, se fatto in termini di aumento, riguarda la pena detentiva quando il reato principale prevede soltanto la reclusione; non è ammissibile trasferire l'aumento sulla multa se quest'ultima attiene a reati satelliti.
  • Quando il giudice del merito evidenzia una elevata 'capacità a delinquere' o modalità di esecuzione particolarmente gravi (es. uso di arma da guerra e spari in luogo pubblico), tali elementi possono giustificare il rifiuto delle attenuanti generiche nonostante elementi positivi nella personalità dell'imputato.
  • Se si ritiene che il calcolo della pena sia errato, è opportuno fornire in grado di appello e, se necessario, in cassazione, un prospetto matematico completo (pena base per ciascun reato, aumento per continuazione specificato per tipologia di sanzione, applicazione della riduzione per abbreviato) per evitare travisamenti o errori di computo.

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