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Cassazione Penale, Ordinanza n. 36451/2026 del 16/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

L’imputato ha impugnato la sentenza del 18 dicembre 2025 del Tribunale di Potenza, che aveva confermato la condanna pronunciata dal Giudice di pace di Venosa per minaccia. Nel ricorso ha sostenuto l’irrilevanza penale della minaccia condizionata e ha lamentato l’omessa valutazione del contesto. La Corte ha rilevato che le censure riproponevano questioni già esaminate e disattese dal giudice di merito, senza una critica specifica alle argomentazioni della sentenza; in particolare, il ricorrente non si era confrontato con il principio della punibilità della minaccia condizionata quando non sia diretta a prevenire un’azione illecita del destinatario, né con la palese efficacia intimidatoria della frase «non venire qua se no ti sparo». La memoria difensiva, depositata il 9 settembre 2026, non è stata esaminata perché tardiva rispetto al termine di quindici giorni liberi prima dell’udienza: la Corte ha indicato quale termine ultimo il 31 luglio 2026, tenuto conto della sospensione feriale.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso perché proposto per motivi non consentiti in sede di legittimità, non specifici e meramente apparenti, in quanto riproduttivi di censure già correttamente disattese e privi di critica argomentata alla decisione impugnata. Ha inoltre escluso di poter considerare la memoria difensiva del 9 settembre 2026, depositata oltre il termine applicabile, individuato nel 31 luglio 2026 anche in considerazione della sospensione feriale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 612 c.p.

    in assenza di alcuna prevenzione di attività illecita nell'espressione "non venire qua se no ti sparo", ed insiste nel lamentare l'omessa valutazione di contesto, pur in presenza di una palese efficacia intimidatoria dell'espressione

    La minaccia condizionata è punibile quando l’espressione è idonea a intimidire e non è diretta a rappresentare al destinatario la reazione legittima a una sua attività illecita.

  • art. 585 c.p.p.

    il termine processuale previsto per presentare motivi nuovi o per il deposito di memorie a sostegno dei motivi proposti, ove scada durante il periodo di sospensione feriale, compreso tra il 1 e il 31 agosto, è sospeso di diritto sino a tale ultima data

    Nel giudizio di cassazione, il termine per depositare motivi nuovi o memorie è sospeso se scade nel periodo feriale, sino al termine della sospensione.

Massime di principio

  • È inammissibile il ricorso per cassazione che ripropone censure già esaminate e disattese dal giudice di merito senza confrontarsi specificamente con le ragioni della decisione impugnata: motivi meramente ripetitivi o apparenti non assolvono la funzione di critica argomentata.
  • La minaccia condizionata è punibile, salvo che sia formulata non per restringere la libertà psichica del destinatario, ma per prevenire una sua azione illecita, prospettandogli tempestivamente la reazione legittima che ne conseguirebbe.
  • Nel giudizio di cassazione, la memoria difensiva deve rispettare il termine previsto per il deposito; quando la scadenza cade durante il periodo di sospensione feriale, il termine è sospeso sino al termine di tale periodo.

Come è indicizzato

MaterieMinacceImpugnazioni
RamiDelitti contro la personaProcesso penale

Testo integrale

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