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Cassazione Penale, Ordinanza n. 30859/2025 del 15/09/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

Il ricorso per cassazione riguarda un imputato che aveva invocato la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p. in relazione a una condotta consistita, secondo la ricostruzione richiamata nell'ordinanza, nel ritardo di circa due ore nella presentazione alla polizia giudiziaria, nell'ambito di una violazione delle prescrizioni imposte con una misura di prevenzione. La Corte di appello aveva escluso il beneficio valorizzando il concreto coefficiente di offensività e l'insensibilità dell'imputato al rispetto delle prescrizioni. Il ricorrente censurava tale valutazione, sostenendo in sostanza l'astratta riconoscibilità dell'istituto e l'episodicità della trasgressione, ma le censure sono state ritenute fragili perché dirette a sollecitare una diversa lettura del materiale istruttorio e non a denunciare un vizio effettivo della motivazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello avesse motivato in modo sufficiente il diniego della particolare tenuità del fatto, richiamando il concreto disvalore della condotta e la sua incompatibilità con l'istituto invocato. In conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende, non essendo emersi elementi per escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.

Norme richiamate

  • art. 131-bis c.p.

    La causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto richiede una valutazione complessiva della fattispecie concreta; il diniego è legittimo quando la motivazione evidenzi un concreto disvalore della condotta incompatibile con la lieve offensività.

  • art. 133, comma 1, c.p.

    I parametri di valutazione della particolare tenuità del fatto sono le modalità della condotta, il grado di colpevolezza e l'entità del danno o del pericolo, che il giudice deve considerare e indicare nella motivazione.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato alle spese processuali e, salvo assenza di colpa, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel valutare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, il giudice di merito deve motivare sulla base di una valutazione complessiva e congiunta delle peculiarità del caso concreto, facendo riferimento ai criteri dell'art. 133, comma 1, c.p.
  • Il diniego della particolare tenuità del fatto è sufficientemente motivato anche quando non vi siano considerazioni espresse sul punto, purché la qualificazione complessiva della condotta sia incompatibile, in modo implicito, con la minima offensività richiesta dall'art. 131-bis c.p.
  • Le censure che si limitano a prospettare una diversa valutazione delle emergenze di fatto, senza evidenziare un vero vizio di motivazione o di diritto, non sono idonee a superare una decisione di merito che abbia coerentemente escluso la particolare tenuità del fatto.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, in difetto di elementi che escludano la colpa del ricorrente, anche al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieCause di non punibilitàImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiParticolare tenuità del fattoNullità processuale

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