Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26275/2025 del 17/07/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza del Tribunale di Locri che lo aveva condannato per occupazione arbitraria di area demaniale (art. 54 e 1161 Cod. nav.), sollevando quattro motivi: 1) vizio di responsabilità perché la condanna sarebbe fondata solo sulla testimonianza del teste Surace e sui dati del Sistema Informativo Demaniale, ignorando le prove difensive (consulenza Marrapodi e correzione catastale); 2) errore di fatto e di motivazione circa la presunta incongruenza tra la particella n. 319 (1.057 mq) e il lotto di 4.800 mq risultante dall'atto notarile del 1919, sostenendo che i confini del 1919 contengono la particella e dunque ne dimostrerebbero la natura privata; 3) errata applicazione della legge penale perché il Tribunale non avrebbe adeguatamente valutato l'atto notarile del 1919 che attesterebbe la natura privata della particella; 4) violazione dell'art. 1161 Cod. nav., poiché la contravvenzione è "arbitraria" e quindi necessariamente dolosa: l'imputato avrebbe ritenuto di buona fede la natura privata del bene sulla base degli atti ventennali e dunque al più sarebbe configurabile colpa. In memoria il difensore ha inoltre invocato, in via subordinata, la prescrizione maturata il 17/02/2025.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta e coerente la ricostruzione del Tribunale che ha valorizzato gli accertamenti dell'Ufficio Locale Marittimo e gli atti amministrativi (richiesta di sclassifica, pareri e rilievi dell'Agenzia delle Entrate) da cui risultano incongruenze sul posizionamento/dimensione dei lotti venduti nel 1919 e l'assenza di delimitazione lapidea prevista nell'atto del 1919. La Corte ha sottolineato che la rettifica catastale del 2023 non prova di per sé la proprietà privata, richiamando la giurisprudenza che attribuisce al catasto valore indiziario e non idoneo a costituire diritto reale in assenza di altri elementi. Quanto all'elemento soggettivo, la Corte ha confermato il carattere doloso della contravvenzione ex art. 1161 Cod. nav., ritenendo che la consapevolezza dell'illecito possa desumersi dalla persistenza nell'occupazione dopo la scadenza della concessione (31/12/2014), dal mancato pagamento dei canoni, dalle comunicazioni amministrative di decadenza e dalle richieste di pagamento, nonché dall'istanza di rinnovo non seguita da versamento. Sulla prescrizione, la Corte ha escluso l'estinzione per intervenuta prescrizione: essendo reato permanente cessato il 17/02/2020, opera la disciplina dell'art. 159, comma 2, c.p. (legge n.3/2019) che sospende il decorso della prescrizione dalla pronuncia di primo grado fino all'esecutività della sentenza definitiva. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente è stato condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • Codice della navigazione, art. 54

    Norma richiamata insieme all'art. 1161 per inquadrare la fattispecie di occupazione di spazio demaniale marittimo oggetto di contestazione; utilizzata per identificare il reato contestato.

  • Codice della navigazione, art. 1161

    presenza dell'avverbio "arbitrariamente"

    La norma configura la contravvenzione per occupazione arbitraria di spazio demaniale marittimo; interpretata dalla Corte come fattispecie tipicamente dolosa, richiedente la consapevolezza dell'illegittimità dell'occupazione.

  • R.D. n. 327 del 1942, art. 47

    Norma richiamata in relazione al procedimento amministrativo di decadenza dalla concessione demaniale intrapreso dal Comune a causa dell'interruzione del pagamento dei canoni.

  • Codice penale, art. 159, comma 2 (introdotto dalla legge n. 3/2019)

    art. 159, comma 2, cod. pen., introdotto dalla legge n. 3 del 2019

    Prevede la sospensione del corso della prescrizione dalla pronuncia della sentenza di primo grado fino alla data di esecutività della sentenza che definisce il giudizio; applicata per escludere la prescrizione del reato permanente contestato.

Massime di principio

  • La mera annotazione catastale o la rettifica catastale non sono di per sé prova sufficiente del diritto di proprietà: il catasto ha valore indiziario e servono elementi più qualificanti (atti anterioremente efficaci, delimitazioni materiali, trascrizioni nei registri immobiliari) per provare la natura privata di aree demaniali.
  • La presenza di una precedente concessione non legittima la permanenza sul demanio oltre la scadenza: l'occupazione protratta oltre la scadenza del titolo configura il reato di occupazione arbitraria, anche se era stata presentata domanda di rinnovo.
  • Per il reato di cui all'art. 1161 Cod. nav. l'elemento soggettivo è il dolo: tuttavia la consapevolezza dell'illegittimità può essere desunta da fatti e comportamenti (mancato pagamento dei canoni, notifiche amministrative, istanze formali senza adempiere alle condizioni richieste, persistenza nell'occupazione).
  • Il procedimento amministrativo di sclassifica/sdemanializzazione e i rilievi di enti come l'Agenzia delle Entrate sono elementi decisivi: esiti negativi o incongruenze nelle verifiche amministrative possono indebolire la tesi di buona fede del detentore.
  • Nei reati permanenti la prescrizione decorre fino alla cessazione della permanenza; le norme sulla sospensione della prescrizione dopo la sentenza di primo grado possono impedire che la prescrizione estingua il reato durante il giudizio di impugnazione.
  • In situazioni analoghe, chi ritiene di avere titolo privato sull'area demaniale dovrebbe tempestivamente produrre titoli formali idonei (trascrizioni, delimitazioni fisiche riconosciute, sentenze amministrative favorevoli) e adempiere agli obblighi amministrativi (versamento canoni, partecipazione al procedimento di sclassifica), al fine di ridurre il rischio di responsabilità penale.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.