Cassazione Penale, Sentenza n. 26170/2025 del 17/07/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Questione sulla competenza per territorio in un procedimento per truffa aggravata contro la società Paikos s.r.l.; la difesa di Bisol aveva eccepito tempestivamente l'incompetenza del Tribunale di Milano in favore del Tribunale di Venezia sostenendo che, trattandosi di truffa a consumazione prolungata, il luogo di consumazione è quello dell'ultima disposizione patrimoniale (bonifico accreditato a Venezia). Il Tribunale di Milano, pur ritenendo che la fattispecie facesse propendere per la competenza di Venezia, ha rimesso la questione alla Corte di cassazione ai sensi dell'art. 24-bis c.p.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile la rimessione ex art. 24-bis c.p.p., ritenendo che il giudice remittente non avesse un serio dubbio sulla competenza ma fosse invece certo della propria incompetenza territoriale e, pertanto, avrebbe dovuto dichiararla immediatamente ai sensi delle regole ordinarie sulla competenza. In sostanza la rimessione è stata respinta per inammissibilità e il giudice di merito doveva provvedere con il consequenziale atto di incompetenza verso il Tribunale di Venezia.
Norme richiamate
art. 24-bis cod. proc. pen.
Il nuovo istituto disciplina il rinvio pregiudiziale alla Corte di cassazione sulla competenza per territorio: ammissibile solo se il giudice ha un serio dubbio (non manifesta infondatezza) e deve motivare la scelta; la rimessione produce effetto preclusivo se correttamente utilizzata.
d.lgs. n. 150/2022 (art. 4, comma 1)
Ha introdotto nell'ordinamento l'art. 24-bis come attuazione della legge delega; chiarisce la finalità preventiva e anticipatoria dello strumento per evitare processi iniziati davanti a giudici incompetenti.
legge delega n. 134/2021 (art. 1, comma 13, lett. n)
Fonte legislativa che ha dato mandato per l'introduzione dell'istituto e per riforme procedurali finalizzate a efficienza e durata ragionevole del processo.
art. 125 cod. proc. pen.
Richiama l'obbligo di motivazione degli atti giurisdizionali; l'ordinanza di rinvio deve essere motivata a pena di nullità e chiarire le ragioni che giustificano la rimessione.
art. 30 cod. proc. pen. (conflitto di competenza)
Distinzione tra conflitto formale previsto dall'art. 30 e lo strumento anticipatorio dell'art. 24-bis: quest'ultimo ha natura preventiva e discrezionale, ma non può sostituire i provvedimenti ordinari quando il giudice è certo della propria competenza o incompetenza.
Giurisprudenza citata (esempi: Sez. 2, n. 48027/2016; Sez. 2, n. 10570/2023; Sez. 1, n. 22236/2023; Sez. 1, n. 22319/2023; Sez. 1, n. 22326/2023)
Richiami giurisprudenziali sulla nozione di truffa contrattuale a consumazione prolungata (che individuano il luogo della consumazione nell'ultima disposizione patrimoniale) e su corretta applicazione dell'art. 24-bis, in particolare circa la necessità di motivare la scelta di rimessione e il requisito della serietà della questione.
Massime di principio
- Il rinvio ex art. 24-bis c.p.p. è ammissibile solo quando il giudice abbia un serio dubbio (non mera incertezza) sulla competenza territoriale e non possa decidere la questione con gli ordinari strumenti: in caso contrario deve decidere direttamente (dichiarando incompetenza o rigettando l'eccezione).
- La rimessione deve essere motivata in modo puntuale e dimostrare la non manifesta infondatezza della questione; motivazioni generiche espongono la rimessione a declaratoria di inammissibilità.
- Lo strumento ha funzione preventiva ed è volto a evitare processi inutili davanti a giudici manifestamente incompetenti; non può però essere usato per eludere la responsabilità del giudice di merito di decidere quando ritiene di avere certezza.
- Nelle fattispecie di truffa a consumazione prolungata, il luogo della consumazione può essere individuato nell'ultimo atto dispositiv o (es. ultimo bonifico): se tale valutazione porta a una certezza sulla competenza territoriale il giudice deve pronunciarsi subito e non rimettere la questione.
- Le parti devono proporre l'eccezione tempestivamente; l'uso strumentale del rinvio (per alleggerire decisioni difficili) è sanzionato dalla corte tramite inammissibilità quando manchi il requisito del serio dubbio.
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