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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23946/2026 del 30/06/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (imputato)

La controversia

In sede di esecuzione il giudice aveva accolto la richiesta di riconoscimento della continuazione tra reati già definiti con due sentenze di condanna, rideterminando la pena complessiva. Il condannato ha ricorso per cassazione deducendo, ai sensi dell'art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p., la violazione degli artt. 81 c.p. e 671 c.p.p. e il vizio di motivazione, perché il giudice dell'esecuzione, pur avendo riconosciuto la continuazione e individuato il reato più grave con la pena base, aveva determinato gli aumenti per i reati satellite senza alcuna specifica giustificazione e senza spiegare il criterio seguito per ciascun aumento.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha richiamato il principio secondo cui, in tema di reato continuato, il giudice deve motivare distintamente gli aumenti di pena per ciascun reato satellite, in modo da consentire il controllo sul rispetto del rapporto di proporzione tra le pene, dei limiti dell'art. 81 c.p. e dell'assenza di un surrettizio cumulo materiale. Poiché l'ordinanza impugnata non conteneva tale motivazione, è stata annullata limitatamente alla determinazione del trattamento sanzionatorio, con rinvio al giudice dell'esecuzione in diversa persona fisica per nuovo esame sul punto; resta fermo il riconoscimento della continuazione.

Norme richiamate

  • art. 606, comma 1, lett. b) ed e), c.p.p.

    norma invocata per denunciare violazione di legge e vizio di motivazione del provvedimento esecutivo

  • art. 81 c.p.

    limite e criterio di commisurazione della pena nel reato continuato; gli aumenti per i reati satellite devono rispettarne i limiti e la proporzione

  • art. 671 c.p.p.

    base normativa per il riconoscimento della continuazione in sede esecutiva e per la rideterminazione della pena

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato in relazione alla sintesi dei motivi di ricorso

  • Sez. U, n. 47127 del 24/06/2021, Pizzone, Rv. 282269 - 01

    precedente di legittimità che afferma l'obbligo di motivazione distinta per i singoli aumenti di pena nel reato continuato

  • Sez. U, n. 7930/95, Rv. 201549-01

    precedente conforme sul medesimo principio

  • C. cost. 9 luglio 2013, n. 183

    richiamata per disporre il rinvio a diverso giudice persona fisica

Massime di principio

  • Nel reato continuato, una volta individuato il reato più grave e fissata la pena base, il giudice deve determinare e motivare separatamente l'aumento per ciascun reato satellite.
  • La motivazione sui singoli aumenti di pena deve essere tale da consentire il controllo del rispetto del rapporto di proporzione tra le pene e dei limiti fissati dall'art. 81 c.p., evitando che la continuazione sia applicata in modo da celare un cumulo materiale.
  • La mera indicazione numerica degli aumenti, senza specificazione del percorso logico-giuridico seguito, integra vizio di motivazione censurabile in cassazione.
  • In sede esecutiva, il riconoscimento della continuazione può essere confermato, ma la determinazione del trattamento sanzionatorio va annullata e rinnovata se difetta la motivazione sui criteri di aumento.
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Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazioneOnere della prova

Testo integrale

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