Cassazione Penale, Sentenza n. 10667/2022 del 24/03/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnavano la sentenza di appello che aveva riformato in parte la sentenza di primo grado su un procedimento per associazione per delinquere e furti aggravati ai danni della Franke S.p.A., contestando in particolare: l'insussistenza del reato associativo (art. 416 c.p.), l'erronea qualificazione dei furti (tra cui la sussistenza dell'aggravante dell'uso di mezzi fraudolenti ex art. 625 n.2 e del numero delle persone ex art. 625 n.5), la carenza o il travisamento della prova (intercettazioni, testi, immagini), vizi nella determinazione della pena e nel computo delle circostanze attenuanti (art. 62 n.6, art. 62-bis), questioni di competenza territoriale (art. 12 lett. b) c.p.p.) e la mancata rinnovazione o acquisizione di prove nuove in appello (art. 603 c.p.p.), con specifica istanza, per Giubelli, di considerare l'accertamento giudiziario intervenuto nel giudizio civile/lavoro favorevole all'imputato.
La decisione
La Cassazione ha rigettato la quasi totalità dei ricorsi (li ha ritenuti inammissibili o infondati), confermando la validita' delle motivazioni dei giudici di merito riguardo alla sussistenza del reato associativo e delle aggravanti nei vari capi, nonche' la fondatezza delle acquisizioni probatorie (intercettazioni, testimonianze, riscontri). Tuttavia il ricorso di Massimo Giubelli relativo al capo 23 e' stato accolto: la Corte ha ritenuto insufficiente e carente la motivazione di merito in ordine alla responsabilita' per quel capo e ha disposto l'annullamento con rinvio limitatamente a quel capo, anche per omessa valutazione e mancata rinnovazione/assunzione di prova documentale ritenuta rilevante (sentenza civile/lavoro favorevole al Giubelli). Per gli altri imputati la sentenza impugnata e le rideterminazioni delle pene operate in sede di appello sono state confermate (con indicazione delle pene rideterminate in appello per Meneghelli, Rinaldi, Giubelli residuo capo, Loro, Pontiggia; conferma della sentenza per Broli e conferma delle statuizioni civili in favore di Franke S.p.A. ove pronunciate).
Norme richiamate
art. 416 cod. pen. (associazione per delinquere)
La Corte ribadisce che per il reato associativo è necessario un programma indeterminato di delitti e l'affectio societatis; la stabilità dell'organizzazione e la programmazione continuativa distinguono l'associazione dal mero concorso nella commissione di singoli reati
art. 624 e art. 625 cod. pen. (furto e circostanze aggravanti)
I giudici hanno qualificato le condotte come furto (non appropriazione indebita) quando l'agente non disponeva di un autonomo potere dispositivo; le aggravanti di cui all'art. 625 (n.2 uso di mezzo fraudolento; n.5 numero delle persone) possono essere valorizzate sulla base di modalità organizzative e contabili che integrano un sistema fraudolento e sulla partecipazione anche morale di piu' soggetti
art. 62 n. 6 cod. pen. e art. 62-bis cod. pen. (circostanze attenuanti e recidiva)
La Corte conferma che il riconoscimento di circostanze attenuanti spetta al giudice di merito e che la misura della diminuzione è rimessa alla sua discrezionalità; l'eventuale non operatività massima della riduzione è motivazione di merito non sindacabile se non arbitraria
art. 192 cod. proc. pen. (valutazione delle prove, intercettazioni)
Le intercettazioni possono costituire fonte di prova decisiva se contengono indizi gravi, precisi e concordanti; la Corte ha ritenuto legittima la loro valutazione anche in mancanza di riscontri esterni quando il contenuto complessivo e' significativo
art. 603 cod. proc. pen. (rinnovazione istruttoria in appello)
Il giudice d'appello deve valutare la novità e la rilevanza delle prove sopravvenute; se rigetta la rinnovazione deve darne motivazione; la cassazione puo' annullare per omessa o insufficiente motivazione sulla mancata assunzione di prove nuove
art. 238 e art. 238-bis cod. proc. pen. (efficacia dei verbali e del giudicato civile)
La sentenza civile non ha efficacia estensiva automatica in sede penale, ma i verbali e gli accertamenti del giudicato civile possono essere valutati come prova rilevante; la Corte ha riconosciuto che l'acquisizione di sentenze civili passate in giudicato puo' costituire prova da valutare nell'ambito delle richieste di rinnovazione
art. 12 lett. b) cod. proc. pen. (competenza per connessione e territorio)
La competenza territoriale si determina ex ante sugli elementi disponibili al momento dell'imputazione; il criterio residuale (luogo del primo reato fine) è correttamente utilizzato quando non è chiaro il luogo di origine dell'associazione
art. 491 cod. proc. pen. (termine per eccezioni di incompetenza)
Eccezioni di incompetenza non correttamente o tempestivamente illustrate non possono essere riformulate in cassazione con argomentazioni nuove che non erano state prospettate ex ante; la Corte sottolinea il principio della perpetuatio iurisdictionis
art. 606 cod. proc. pen. (motivi di cassazione, lett. e))
In cassazione non è consentito il riesame libero della prova di merito; le censure devono riguardare vizi di motivazione, violazioni di legge o omessa valutazione di prova decisiva secondo i limiti stabiliti dalla giurisprudenza
art. 133 cod. pen. (criteri per determinazione della pena)
La determinazione della pena e il bilanciamento tra aggravanti e attenuanti sono rimessi alla discrezionalità del giudice di merito e sono sindacabili in cassazione solo se manifestamente illogici o arbitrari
Massime di principio
- Per configurare l'associazione per delinquere è necessario dimostrare un vincolo stabile (affectio societatis) e un programma indeterminato di delitti; la semplice ripetitività di condotte o accordi occasionali può non essere sufficiente
- La distinzione tra furto e appropriazione indebita dipende dall'esistenza di un autonomo potere dispositivo della cosa: la mera detenzione senza potere di disposizione integra il furto
- Le intercettazioni, se contengono indizi gravi, precisi e concordanti, possono da sole reggere una decisione di responsabilità; il loro valore probatorio non esige sempre riscontri esterni
- L'aggravante dell'uso di mezzi fraudolenti richiede un 'plus' operativo (schemi contabili o procedure ingegnose) ma i giudici possono inferirla dalla complessita' e sistematicita' dei meccanismi usati per sottrarre la merce
- La competenza territoriale va determinata con i criteri applicabili al momento dell'imputazione; eccezioni successive devono essere tempestive e ben motivate
- Il giudice d'appello è obbligato a valutare la novità e la rilevanza delle prove sopravvenute (art. 603 c.p.p.); il rifiuto di acquisizione senza motivazione può costituire motivo di annullamento in cassazione
- La quantificazione della pena e l'applicazione delle circostanze attenuanti sono discrezionali: l'incidenza percentuale di una attenuante non è predeterminata e non è sindacabile in cassazione salvo arbitrarietà
- In Cassazione non è permesso il libero riesame del merito: le censure devono essere specifiche e riguardare i vizi di motivazione o di diritto previsti dall'art. 606 c.p.p.; richieste generiche di riconsiderazione delle prove sono inammissibili
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