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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24069/2024 del 18/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale della libertà di Cosenza che aveva rigettato il riesame del decreto di sequestro preventivo relativo a presunta lottizzazione abusiva e opere edilizie realizzate senza valido titolo in località Fiumarella (particella 121, fg. 9, comune di Crosia). Hanno sostenuto che il permesso di costruire fosse legittimo perché l'area sarebbe da considerarsi completamente urbanizzata e quindi il Comune avrebbe potuto rilasciare il permesso in via diretta, richiamando l'art. 24 della legge urbanistica della Regione Calabria e la disciplina transitoria in attesa del PAU. Hanno altresì contestato la sussistenza del periculum, ritenendo che l'area fosse già servita da opere di urbanizzazione e che il piano strutturale avesse confermato la destinazione edificatoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il primo motivo fosse proposto per fatti non deducibili in sede di ricorso per cassazione contro provvedimenti cautelari reali, attesa la limitazione prevista dall'art. 325 c.p.p. (ammissibile solo la violazione di legge o la mancanza/meramente apparente motivazione). Quanto al merito della valutazione dei fatti urbanistici, la Corte ha confermato la valutazione del Tribunale che ha ritenuto i terreni di destinazione agricola secondo la legge regionale n. 19/2022 (art. 65), l'assenza dei requisiti dimensionali minimi richiesti dal PRG per l'assenso e la mancanza del piano attuativo (PAU) necessario per quel tipo di edificazione, con conseguente illegittimità del permesso. Ha affermato che l'interpretazione difensiva dell'art. 24 L.R. Calabria n. 19/2022 era erronea e che il PAU rimane presupposto salvo che non sia dimostrabile una completa e razionale urbanizzazione con opere primarie e secondarie adeguate. Il secondo motivo è stato ritenuto infondato: la sussistenza del periculum è stata correttamente valutata dal Tribunale, essendo i lavori ancora in corso, circostanza che giustifica il mantenimento del sequestro preventivo. Conseguentemente la Corte ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese e a una sanzione pecuniaria nella misura indicata nel dispositivo.

Norme richiamate

  • art. 324 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la costituzione del Tribunale in sede di udienza cautelare; contesto procedurale ricognitivo.

  • art. 110 cod. pen. e art. 44, lett. c) d.P.R. n. 380/2001

    Riferimento alla imputazione penale collegata alla realizzazione di opere edilizie in assenza di titolo o in violazione della disciplina edilizia.

  • art. 325 cod. proc. pen.

    Limita il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali alle sole ipotesi di violazione di legge o totale/meramente apparente assenza di motivazione; la Corte ha applicato tali limiti per dichiarare i ricorsi inammissibili.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e c) cod. proc. pen.

    Norme processuali richiamate dai ricorrenti per i motivi di cassazione; la Corte ha valutato che i motivi erano inammissibili nei limiti dell'art. 325 c.p.p.

  • art. 125 e art. 321 cod. proc. pen.

    Richiamati dai ricorrenti per contestare la valutazione del periculum e della prova in sede cautelare; la Corte ha ritenuto la valutazione dei fatti rimessa al giudice di merito e corretta nel caso.

  • L.R. Calabria n. 19 del 2022, art. 65

    La Corte ha interpretato la legge regionale nel senso che, fino all'approvazione del piano strutturale/associato, molte aree devono considerarsi agricole salvo che esistano piani attuativi validi; pertanto gli indici di fabbricabilità e l'obbligo del PAU incidono sulla legittimità dei permessi.

  • L.R. Calabria n. 19 del 2022, art. 24

    Richiamata dalla difesa come norma transitoria che consentirebbe il rilascio diretto di permessi in contesti già urbanizzati; la Corte ha ritenuto che la norma non abroga la necessità del PAU quando l'intervento costituisce trasformazione significativa del territorio e non esiste completa e razionale urbanizzazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma applicata per la condanna alle spese e per la valutazione della responsabilità processuale sulla inammissibilità; la Corte ha escluso assenza di colpa e ha irrogato la sanzione pecuniaria.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari reali è ammesso soltanto per violazione di legge o per totale/meramente apparente assenza di motivazione (art. 325 c.p.p.); le questioni di valutazione fattuale o di interpretazione di atti amministrativi rientrano nel sindacato di merito e sono, di norma, inammissibili.
  • In materia urbanistica, l'assenza di uno strumento attuativo (PAU/piano di lottizzazione) può rendere illegittimo il permesso di costruire se l'intervento comporta una trasformazione significativa del territorio o manca una completa e razionale dotazione di opere di urbanizzazione primarie e secondarie.
  • La mera presenza di edificazioni o di qualche opera di urbanizzazione nelle vicinanze non esonera dall'obbligo del piano attuativo quando la normativa regionale o gli strumenti urbanistici richiedono un piano per garantire il raccordo infrastrutturale della nuova edificazione.
  • Per la sussistenza del periculum ai fini del sequestro preventivo, è sufficiente che i lavori abusivi siano ancora in corso: la prosecuzione delle opere giustifica il sequestro dell'area e dei manufatti per impedire il completamento dell'abuso.
  • Chi impugna deve porre a base del ricorso questioni di diritto e motivare l'esistenza di una violazione normativa o l'assenza di motivazione; semplici contestazioni sulla valutazione dei fatti, dei presupposti urbanistici o sulla diversa interpretazione degli atti amministrativi difficilmente assumeranno rilievo in sede di cassazione contro provvedimenti cautelari.

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