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Cassazione Penale, Ordinanza n. 22422/2025 del 13/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi, ha condannato i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende, e ha condannato gli imputati alla rifusione delle spese di assistenza e difesa sostenute nel grado dalla parte civile Comune di Gallipoli, liquidate in euro 2.000 oltre accessori di legge.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte civile)

La controversia

I due imputati hanno proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di appello di Lecce che li aveva condannati per occupazione abusiva di immobile. Con il ricorso hanno dedotto, in sostanza, il travisamento del fatto rispetto alla ricostruzione probatoria operata dai giudici di merito e hanno sostenuto la sussistenza della scriminante dello stato di necessità, invocando l'art. 54 c.p. La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché volto a ottenere una rivalutazione del materiale probatorio e una ricostruzione alternativa dei fatti, attività preclusa al giudice di legittimità. Ha poi ritenuto manifestamente infondata la censura sullo stato di necessità, richiamando il principio secondo cui l'abusiva occupazione di un immobile può essere scriminata solo se il pericolo grave per la persona è attuale, inevitabile e transitorio, e non per risolvere in via definitiva il bisogno abitativo.

Norme richiamate

  • art. 633 c.p.

    Il ricorso che contesti la ricostruzione del fatto in relazione all'occupazione abusiva non può tradursi in una nuova valutazione del compendio probatorio in sede di legittimità.

  • art. 54 c.p.

    La scriminante dello stato di necessità può operare per l'abusiva occupazione di un immobile solo in presenza di pericolo attuale e transitorio di danno grave alla persona, assoluta necessità della condotta e inevitabilità del pericolo; non è invocabile per soddisfare stabilmente l'esigenza abitativa.

  • art. 2 Cost.

    Il danno grave alla persona può comprendere anche la compromissione del diritto di abitazione o di altri diritti fondamentali della persona.

  • art. 616 c.p.p.

    In caso di declaratoria di inammissibilità del ricorso, i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e della somma in favore della Cassa delle ammende.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione non è consentito dedurre il travisamento del fatto quando la censura mira solo a ottenere una diversa lettura delle prove e una ricostruzione alternativa rispetto a quella accolta dai giudici di merito.
  • Il giudice di legittimità non può sostituire la propria valutazione delle risultanze istruttorie a quella compiuta nei gradi di merito, potendo verificare solo l'esistenza del mezzo di prova e la corrispondenza del suo contenuto a quanto rappresentato nella decisione impugnata.
  • Lo stato di necessità può scriminare l'occupazione abusiva di un immobile solo se il pericolo grave per la persona è attuale, inevitabile e transitorio; la scriminante non copre condotte finalizzate a risolvere in via definitiva un bisogno abitativo.
  • La nozione di danno grave alla persona può includere la compromissione del diritto di abitazione e di altri diritti fondamentali, ma resta necessario che tutti gli ulteriori requisiti della scriminante siano concretamente presenti.

Come è indicizzato

MaterieCause di giustificazioneImpugnazioni
RamiParte generaleProcesso penale
SottomaterieStato di necessità
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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