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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20146/2024 del 21/05/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza del Tribunale della Libertà che ha applicato misure cautelari personali (arresti domiciliari per Falsone Rosario; interdittiva per Falsone Noemi) e misure reali (sequestro preventivo finalizzato alla confisca ai sensi degli artt. 321, comma 2, cod. proc. pen. e 12-bis d.lgs. n. 74/2000) nei confronti di DSD Modelli Srl., Falsone Rosario, Donato Filippo e Fragomeli Francesco. Motivi principali: per Falsone Rosario e Noemi, vizio di motivazione e assenza di attualità e concretezza del pericolo di reiterazione; per Donato Filippo, carenza di motivazione specifica in ordine al "periculum in mora" del sequestro e mancato rispetto del principio indicato dalle Sezioni Unite (Ellade); per Fragomeli, omissione di esame dell'eccezione di inutilizzabilità delle proprie dichiarazioni e carente motivazione sul fumus commissi delicti e sul periculum in mora con riferimento al sequestro.

La decisione

La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che il Tribunale abbia fornito una motivazione coerente, completa e logicamente articolata sia in ordine alla gravità indiziaria e al rischio di reiterazione (per le cautele personali), sia in ordine al fumus e al periculum in mora (per i sequestri preventivi finalizzati alla confisca). In particolare: - ha confermato la fondatezza della valutazione che attribuisce a Falsone Rosario il ruolo di "dominante" nel sistema fraudolento e la partecipazione coadiuvante di Falsone Noemi; - ha ritenuto adeguata la motivazione del Tribunale sul periculum in mora rispetto alla DSD e a Donato Filippo, anche alla luce del criterio di "esigenza anticipatoria" enunciato dalle Sezioni Unite (sent. Ellade); - ha respinto le censure di Fragomeli sia sul piano dell'inutilizzabilità delle dichiarazioni sia su quello del fumus e del periculum. Conseguenze: inammissibilità dei ricorsi, condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 321, comma 2, cod. proc. pen.

    norma che autorizza il sequestro preventivo finalizzato alla confisca; il Tribunale ha motivato il periculum in mora in termini di "esigenza anticipatoria" in relazione al rischio di dispersione dei beni

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000

    dispone il sequestro preventivo finalizzato alla confisca dei profitti dei reati tributari; applicato dal Tribunale per sottrarre al rischio di dispersione somme ritenute profitto dei reati

  • art. 8 d.lgs. n. 74/2000

    riferimento normativo utilizzato rispetto alla configurabilità dei reati tributari contestati (fatture per operazioni inesistenti)

  • art. 240 cod. pen.

    riguarda la confisca; la giurisprudenza richiede motivazione sul periculum quando la confisca è anticipata tramite sequestro

  • artt. 125, 310, 324 cod. proc. pen.

    articoli processuali richiamati dalle difese in ordine alla procedibilità dell'appello del PM, alle misure cautelari e alla motivazione; la Corte ha ritenuto rispettati gli obblighi motivazionali

  • Sezioni Unite, sent. n. 36959/2021 (Ellade)

    Sentenza n. 36959 del 24/06/2021

    principe richiamato: l'onere motivazionale del provvedimento di sequestro finalizzato alla confisca va rapportato all'"esigenza anticipatoria"; il tribunale ha applicato tale parametro per motivare il periculum in mora

  • Sez. U, n. 920/2003 (Montella) e altra giurisprudenza citata

    Sez. U, n. 920 del 17/12/2003

    principio sul "fumus commissi delicti" in sede cautelare: in riesame il giudice deve verificare l'astratta configurabilità del reato alla luce di elementi indiziari

Massime di principio

  • La censura in Cassazione contro misure cautelari personali o reali non può consistere nella mera riformulazione di elementi di fatto: occorre dimostrare specifici vizi di diritto o gravi carenze logiche nella motivazione del giudice a tutela della libertà.
  • Per il sequestro preventivo finalizzato alla confisca è necessario che il provvedimento contenga una motivazione sul "periculum in mora" commisurata all'"esigenza anticipatoria": il giudice deve spiegare perché non è possibile attendere la sentenza definitiva senza rischio di dispersione, alterazione o alienazione del bene.
  • In sede di sindacato sulle misure reali la Corte di legittimità è limitata alla verifica di vizi di diritto o a carenze motivazionali gravi; non è ammessa una rivalutazione ampia e sostanziale degli indizi.
  • Per contestare l'utilizzo in giudizio delle dichiarazioni di un indagato occorre specificare quando e come sono state rese e dimostrare la loro decisività per il provvedimento per poter far valere l'inutilizzabilità.
  • Nel criticare il "periculum" è utile documentare l'autonomia gestionale e patrimoniale degli enti coinvolti o la risalenza temporale dei fatti, così da mostrare l'assenza del rischio concreto e attuale di dispersione.
  • Quando si impugna la motivazione del giudice della cautela è strategico confrontarsi puntualmente con tutte le ragioni decisive (rationes decidendi) indicate dal provvedimento, e non limitarsi ad offrire letture alternative dei fatti.
  • La giurisprudenza di legittimità richiede che, per accogliere o giustificare un sequestro finalizzato alla confisca, vi sia almeno una plausibile indicazione che i beni/sequenze finanziarie possano essere nel frattempo dispersi o sottratti al futuro esito della confisca.

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