Cassazione Penale, Sentenza n. 20009/2024 del 21/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Ricorso per cassazione con tre censure principali: 1) mancata applicazione dell'attenuante del "lucro di speciale tenuità" (art. 62, n. 4 c.p.); 2) rigetto della richiesta di sostituzione della pena detentiva ai sensi della L. n. 689/1981 (art. 53 e ss.), con dedotta prova di permesso di soggiorno e stabile dimora e richiamo ai criteri di cui all'art. 133 c.p. e alle innovazioni della c.d. riforma Cartabia; 3) illegittimità dell'aumento di un mese di reclusione per recidiva semplice (art. 99 c.p., ultimo comma), posto che il precedente a carico del FALL era un decreto penale di condanna con multa di Euro 4.500.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso fondato solo con riguardo all'aumento di pena per la recidiva semplice. Ha ritenuto infondati gli altri motivi: l'attenuante per lucro di speciale tenuità non era applicabile alla fattispecie (cessioni ripetute con rifornimenti settimanali), e il rigetto della sostituzione della pena è risultato adeguatamente motivato in relazione a mancanza di stabile radicamento, pendenza di specifici procedimenti e recenti violazioni di misure non detentive. Quanto all'aumento per recidiva, la Corte ha censurato l'applicazione di un mese aggiuntivo perché il precedente era un decreto penale pecuniario; ha richiamato la regola di ragguaglio prevista dall'art. 135 c.p. (L. 24/11/1981, n. 689) e ha disposto l'annullamento parziale della sentenza limitatamente alla misura dell'aumento, con rinvio ad altra sezione della Corte d'Appello di Genova per nuovo giudizio conformemente al principio che l'aumento non può superare la pena della stessa specie risultante dalla conversione delle precedenti pene cumulate. Il resto del ricorso è dichiarato inammissibile.
Norme richiamate
art. 62, n. 4, cod. pen.
L'attenuante del lucro di speciale tenuità è applicabile al reato continuato di cessione di stupefacenti solo quando l'intera condotta denoti finalità di lucro marginale e ciascun episodio comporti un evento di speciale tenuità; qui è stata esclusa per la ripetizione e frequenza delle cessioni.
art. 53 e ss., L. n. 689/1981 (art. 58 richiamato)
La normativa sulla sostituzione della pena detentiva con misure alternative esclude la sostituzione quando sussistono fondati motivi per ritenere che le prescrizioni non saranno adempiute dal condannato; la Corte d'appello ha motivato negativamente la prognosi di rispetto delle prescrizioni in presenza di elementi di irregolarità e precedenti comportamenti.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Richiamato per sancire il richiamo alla L. n. 689/1981; conferma la possibilità di escludere la sostituzione quando vi siano fondati motivi di inadempimento delle prescrizioni.
art. 99, ultimo comma, cod. pen.
La misura dell'aumento di pena per recidiva semplice non può eccedere la pena della stessa specie risultante dalla conversione delle precedenti pene cumulate; applicazione illegittima dell'aumento quando il precedente è solo pecuniario senza corretta conversione.
art. 135 cod. pen.
Regola il ragguaglio e la conversione delle pene pecuniarie ai fini della determinazione degli aumenti per la recidiva; la Corte richiede il corretto ragguaglio delle condanne pecuniarie ai fini dell'aumento.
Legge 24 novembre 1981, n. 689
Modificativa delle regole sul ragguaglio delle pene pecuniarie e richiamata per stabilire come convertire/ ragguagliare i precedenti pecuniari al fine del calcolo della recidiva.
Massime di principio
- Se i precedenti del condannato consistono solo in sanzioni pecuniarie, l'aumento di pena per recidiva deve essere determinato dopo la conversione/ragguaglio di quelle pene ai sensi dell'art. 135 c.p.; l'aumento non può superare la pena della stessa specie risultante dalla conversione.
- L'attenuante del "lucro di speciale tenuità" (art. 62, n. 4 c.p.) è applicabile con molta prudenza nei reati continuati di spaccio: va esclusa quando la condotta complessiva denoti profitto non marginale o vi sia ripetizione frequente delle cessioni.
- La richiesta di sostituzione della pena detentiva (L. n. 689/1981) può essere respinta se vi sono fondati motivi per ritenere che il condannato non osserverà le prescrizioni; prova di permesso di soggiorno o di dimora stabile non è automaticamente decisiva se sussistono elementi negativi di prognosi (pendenze, violazioni recenti).
- Le valutazioni di merito sulla frequenza delle cessioni, sulla stabilità del domicilio e sulla affidabilità a rispettare prescrizioni sono tipicamente rimesse ai giudici del merito e sono difficilmente censurabili in cassazione se adeguatamente motivate.
- In caso di errore nella determinazione dell'aumento per recidiva la Corte di Cassazione annulla parzialmente la sentenza e rinvia per un nuovo giudizio limitatamente a quella questione, lasciando inalterata la parte congruamente motivata.
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