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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36701/2026 del 19/10/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO SENZA RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblico ministero)

La controversia

Il procedimento riguardava un arresto in flagranza per un fatto ipotizzato come tentata rapina impropria in concorso: dopo la sottrazione di merce, rinvenuta nello zaino dell’indagato, il concorrente avrebbe minacciato le persone offese impugnando una siringa. La polizia giudiziaria, intervenuta sul posto, aveva appreso le circostanze dalle persone offese e aveva accertato che il concorrente aveva con sé una siringa. Con ordinanza del 21 marzo 2026, il GIP del Tribunale di Pisa non aveva convalidato l’arresto, aveva rigettato la richiesta di misura cautelare e disposto la liberazione dell’indagato. Il Sostituto Procuratore della Repubblica ha proposto ricorso per cassazione con un unico motivo, deducendo inosservanza degli artt. 380 c.p.p. e 628 c.p.: a suo avviso, il GIP aveva valutato la gravità indiziaria, anziché limitare il controllo di convalida alla legittimità dell’operato della polizia giudiziaria sulla base degli elementi conosciuti o conoscibili al momento dell’arresto, con giudizio ex ante.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso e annullato senza rinvio l’ordinanza del GIP, perché l’arresto era stato legittimamente eseguito. Ha ribadito che il giudice della convalida verifica il rispetto dei termini e la sussistenza dei presupposti dell’arresto, compresi lo stato di flagranza o quasi flagranza e la ragionevole ipotizzabilità di un reato per il quale l’arresto è consentito; tale controllo va compiuto ex ante sulla base delle circostanze conosciute o conoscibili con la dovuta diligenza dalla polizia giudiziaria, senza valutare la gravità indiziaria, le esigenze cautelari o la responsabilità dell’arrestato. Nel caso concreto, le informazioni raccolte nell’immediatezza dalle persone offese e il riscontro della siringa nella disponibilità del concorrente rendevano ragionevole l’ipotesi, in capo all’indagato, di concorso nel tentativo di rapina impropria. L’annullamento è stato disposto senza rinvio, poiché la Cassazione aveva già riconosciuto la legittimità dell’arresto e il rinvio avrebbe determinato una pronuncia meramente formale.

Norme richiamate

  • art. 380 c.p.p.

    Tale valutazione, secondo i princìpi più volte ribaditi dalla Corte di legittimità, deve essere esercitata su aspetti che non devono riguardare né la gravità indiziaria e le esigenze cautelari, né l'apprezzamento sulla responsabilità dell'arrestato.

    La verifica di convalida comprende la ragionevole ipotizzabilità di uno dei reati per i quali è consentito l’arresto, ma non può estendersi alla gravità indiziaria, alle esigenze cautelari o alla responsabilità dell’arrestato.

  • art. 381 c.p.p.

    Quanto, poi, al controllo demandato al giudice della convalida, è stato precisato che, oltre alla verifica dell'osservanza dei termini previsti dagli artt. 386, comma 3, e 390, comma 1, cod. proc. pen., deve essere accertata la ricorrenza dei presupposti che consentono l'adozione del provvedimento di arresto; in particolare, la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria deve essere accertata sulla base di una verifica, ispirata a criteri di ragionevolezza, che coinvolge lo stato di flagranza o quasi flagranza e la ipotizzabilità di uno dei reati richiamati dagli artt. 380 e 381 cod. proc. pen.

    La convalida richiede un controllo ragionevole sulla flagranza o quasi flagranza e sulla riconducibilità del fatto a una delle ipotesi di arresto previste dagli artt. 380 e 381 c.p.p., oltre alla verifica dei termini processuali.

  • art. 386, comma 3, c.p.p.

    Quanto, poi, al controllo demandato al giudice della convalida, è stato precisato che, oltre alla verifica dell'osservanza dei termini previsti dagli artt. 386, comma 3, e 390, comma 1, cod. proc. pen., deve essere accertata la ricorrenza dei presupposti che consentono l'adozione del provvedimento di arresto.

    Il giudice della convalida deve verificare il rispetto dei termini previsti dalla disposizione, insieme alla sussistenza dei presupposti dell’arresto.

  • art. 390, comma 1, c.p.p.

    Quanto, poi, al controllo demandato al giudice della convalida, è stato precisato che, oltre alla verifica dell'osservanza dei termini previsti dagli artt. 386, comma 3, e 390, comma 1, cod. proc. pen., deve essere accertata la ricorrenza dei presupposti che consentono l'adozione del provvedimento di arresto.

    Il controllo di convalida comprende la verifica del rispetto dei termini previsti dalla disposizione, oltre all’accertamento dei presupposti per l’arresto.

  • art. 628 c.p.

    Si tratta di elementi di sicura pregnanza che attribuiscono il canone della ragionevolezza alla condotta della polizia giudiziaria, che detti elementi si era trovata a valutare, al fine di ipotizzare ex ante, a carico dell'indagato, il concorso nel tentativo di rapina impropria.

    Nel caso concreto, gli elementi conosciuti dalla polizia giudiziaria nell’immediatezza rendevano ragionevole ipotizzare ex ante il concorso dell’indagato nel tentativo di rapina impropria.

Massime di principio

  • Nel giudizio di convalida dell’arresto, il giudice deve valutare la legittimità dell’operato della polizia giudiziaria con un giudizio ex ante, riferito alla situazione di fatto conosciuta o conoscibile con la dovuta diligenza al momento dell’arresto.
  • Il controllo di convalida riguarda il rispetto dei termini e la ragionevole sussistenza dei presupposti dell’arresto, inclusi la flagranza o quasi flagranza e l’ipotizzabilità di un reato per il quale l’arresto è consentito; non comprende la valutazione della gravità indiziaria, delle esigenze cautelari o della responsabilità dell’arrestato.
  • Quando gli elementi disponibili alla polizia giudiziaria al momento dell’arresto rendono ragionevole l’ipotizzabilità del reato e dei relativi presupposti, l’ordinanza di mancata convalida va annullata senza rinvio se la Corte di cassazione può riconoscere direttamente la legittimità dell’arresto, senza necessità di una nuova decisione di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale

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