Cassazione Penale, Sentenza n. 28545/2023 del 03/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Imputazione di nullità per inosservanza di norme processuali (artt. 420-quater, 604 co. 5-bis e 185 co. 3 cod. proc. pen.): si censura il difetto di "vocatio in ius" e l'incolpevole mancata conoscenza del processo da parte dell'imputata, con conseguente nullità assoluta degli atti e delle sentenze, in ragione della notificazione effettuata al difensore d'ufficio in assenza di prova dell'effettivo rapporto professionale e dell'elezione di domicilio utile a far ritenere la conoscenza del procedimento
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha accertato che la notificazione dell'avviso ex art. 415-bis cod. proc. pen. era stata eseguita con il rito degli irreperibili e che non risulta elezione di domicilio presso il difensore nominato d'ufficio né altri elementi che dimostrino che l'imputata si sia volontariamente sottratta o abbia avuto conoscenza del procedimento. Perciò è stato riconosciuto il difetto di vocatio in ius e l'incolpevole mancata conoscenza del processo, con conseguente nullità assoluta e insanabile ai sensi dell'art. 179 cod. proc. pen. Sono state annullate senza rinvio la sentenza della Corte d'Appello e quella di primo grado e disposta la trasmissione degli atti al Tribunale di Foggia per il prosieguo del giudizio
Norme richiamate
art. 420-quater cod. proc. pen.
Richiamato nel motivo di ricorso relativo a irregolarità nella formazione del contraddittorio e nella rappresentanza processuale; utilizzato come riferimento alla disciplina delle notificazioni e degli effetti delle stesse
art. 604 co. 5-bis cod. proc. pen.
Rilevante rispetto alle modalità e agli effetti della notificazione agli irreperibili e alla tutela dei diritti dell'imputato; implicito richiamo al corretto utilizzo del rito per irreperibilità
art. 185 co. 3 cod. proc. pen.
Norma sulla rappresentanza tecnica e sugli effetti delle notificazioni al difensore; la Corte ha ritenuto che la mera nomina del difensore d'ufficio non sia sufficiente a provare la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato
Norma cui si riferisce l'avviso di conclusione delle indagini: la notificazione di tale atto è risultata effettuata con il rito degli irreperibili e non idonea a garantire la conoscenza dell'imputata
Fondamento della decisione di nullità assoluta e insanabile per la omessa o inidonea notifica della citazione a giudizio all'imputata; la Corte ha ritenuto applicabile tale norma per la tutela del diritto alla conoscenza del procedimento
Norma penale relativa al reato per cui l'imputata era stata condannata in primo grado; menzionata nel capo d'imputazione ma non rilevante ai fini della decisione sulla nullità processuale
Sezioni Unite, n. 23948 del 28/11/2019 (Darwish Mhaamed, Rv. 279420 - 01)
Giurisprudenza di legittimità richiamata per il principio secondo cui la mera elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio non è sufficiente a fondare la dichiarazione di assenza; il giudice deve verificare l'effettiva instaurazione di un rapporto professionale e la reale conoscenza del procedimento
Massime di principio
- La notifica effettuata al difensore d'ufficio non sostituisce automaticamente la conoscenza del procedimento da parte dell'imputato: il giudice deve accertare l'effettiva instaurazione di un rapporto tra difensore e assistito o altri elementi che dimostrino la conoscenza o la volontaria sottrazione
- La dichiarazione di irreperibilità e il ricorso al rito degli irreperibili richiedono particolare cautela: se non emergono elementi che attestino la conoscenza dell'imputato, le successive notifiche al difensore possono risultare inidonee
- La mancata o inidonea notificazione degli atti essenziali (es. citazione a giudizio, avviso di conclusione indagini) può determinare una nullità assoluta rilevabile d'ufficio in ogni stato del procedimento ai sensi dell'art. 179 c.p.p.
- In presenza di nomina di difensore d'ufficio è opportuno che il giudice o la parte richiedente acquisiscano elementi sulla effettiva corrispondenza tra l'imputato e il difensore (elezione di domicilio, contatti, manifestazioni di volontà dell'imputato) prima di procedere come se l'imputato avesse avuto conoscenza del procedimento
- Se la nullità è dichiarata, il rimedio più comune è l'annullamento delle sentenze e la trasmissione degli atti al giudice di primo grado per il nuovo corso del procedimento, salvo diverse valutazioni sulla conservazione del processo
- La giurisprudenza di legittimità costituisce parametro essenziale per valutare quando la notificazione al difensore possa essere considerata efficiente: va sempre verificata la sua idoneità a far conseguire la conoscenza reale dell'imputato
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