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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28731/2022 del 21/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza di conferma d'appello che lo ha condannato per il reato di ricettazione (art. 648 cod. pen.), deducendo: 1) travisamento della prova per omissione, atteso che la Corte di appello non ha valutato adeguatamente e ha ignorato la circostanza decisiva che l'alloggio in cui sono state rinvenute due canne da pesca era frequentato anche da altri lavoratori messi a disposizione dal datore di lavoro (Giudice Salvatore), mettendo così in dubbio la disponibilità esclusiva dei beni; 2) vizio di motivazione e violazione di legge per la mancata applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (beni di modesto valore), nonostante la descrizione degli oggetti facesse ritenere il valore modesto; 3) vizio di motivazione e violazione di legge per la mancata concessione della circostanza attenuante di cui all'art. 62, n. 4 cod. pen., con motivazione contraddittoria circa il carattere tenue del danno.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto i motivi fondati e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio a diversa sezione della Corte di appello di Catania. Il giudice di legittimità ha censurato la motivazione della Corte distrettuale come in gran parte apparente e tautologica: è stata omessa la valutazione decisiva circa la presenza di più persone nell'alloggio (quindi la mancata esclusività della disponibilità dei beni), non è stata data una motivazione adeguata e specifica sul valore economico delle canne da pesca ai fini dell'art. 131-bis, e la valutazione sulla circostanza attenuante di cui all'art. 62, n. 4 è risultata contraddittoria. Per tali ragioni la decisione è annullata e il processo rinviato per nuovo esame.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Norma del reato di ricettazione: il fatto contestato è stato originariamente giudicato alla luce di tale disposizione; la Corte ha confermato la condanna in primo grado ma la Cassazione ha ritenuto viziata la motivazione che ha portato a quella conclusione

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma che prevede l'esclusione della punibilità per i beni di modesto valore. La Corte d'appello ha affermato apoditticamente che i due beni non rientravano in tale fattispecie senza valutare specificamente qualità, vetustà e prezzo al consumo; la Cassazione ha censurato questa carenza motivazionale e ha rimesso la valutazione al nuovo giudizio

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    Circostanza attenuante per il danno di lieve entità. La Corte territoriale ha negato l'attenuante con motivazione ritenuta contraddittoria rispetto alle considerazioni sul valore dei beni; la Cassazione ha rilevato l'insufficienza e l'apparenza della motivazione

  • art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.

    Motivo di cassazione relativo al travisamento della prova per omissione: la Cassazione richiede che, perché sussista il vizio, il giudice abbia ignorato circostanze decisive o le abbia ricostruite in modo totalmente erroneo; nel caso di specie è stata riconosciuta l'omissione nella valutazione della disponibilità dell'alloggio e della presenza di terzi

  • art. 173 disposizioni di attuazione cod. proc. pen.

    Limiti alla motivazione in cassazione: la memoria del ricorrente è stata sintetizzata nei limiti necessari per la decisione, come previsto dall'art. 173; la Corte ha comunque valutato i motivi rilevanti per la cassazione

  • Sentenza Corte Costituzionale n. 156/2020

    Richiamata per l'effetto sulla valutazione dell'entità della pena edittale applicabile e sulle conseguenze interpretative in relazione all'art. 131-bis; la Cassazione osserva che dopo tale pronuncia la valutazione del valore dei beni poteva essere oggetto di diversa considerazione

Massime di principio

  • Il giudice deve valutare e motivare espressamente la disponibilità esclusiva o meno del luogo in cui sono stati rinvenuti i beni: la presenza di più persone con accesso all'area è una circostanza decisiva che, se ignorata, integra travisamento della prova per omissione
  • Per escludere l'applicabilità dell'art. 131-bis (beni di modesto valore) la motivazione deve contenere elementi concreti sul valore, la qualità, la vetustà e i prezzi di mercato dei beni, non semplici enunciazioni apodittiche
  • La negazione di una circostanza attenuante (art. 62 n. 4) richiede una motivazione coerente e non contraddittoria rispetto alle considerazioni sul valore del danno; decisioni contraddittorie o puramente tautologiche possono essere annullate
  • Il vizio per travisamento della prova (art. 606, lett. e) cod. proc. pen.) richiede che il giudice abbia omesso o ricostruito in modo manifestamente erroneo circostanze decisive; non basta contestare la valutazione del peso probatorio, occorre dimostrare l'errore palese nella ricostruzione fattuale
  • Se la motivazione della sentenza è apparente, stereotipata o tautologica e non risponde alle censure difensive già sollevate in grado di appello, la Cassazione è orientata ad annullare e rinviare per nuovo giudizio
  • In situazioni simili conviene alla difesa documentare e richiamare in modo preciso elementi probatori (dichiarazioni di terzi, atti di perquisizione, inventari, fotografie, stime di valore) che possano dimostrare la non esclusività della disponibilità o la modesta entità economica dei beni

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