Cassazione Penale, Ordinanza n. 29311/2025 del 07/08/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
L'imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la condanna del Tribunale per tentato furto aggravato. I motivi dedotti erano tre: 1) vizio di motivazione e violazione di legge sulla configurabilità del tentato furto aggravato, sostenendo che la condotta fosse stata erroneamente interpretata come finalizzata alla sottrazione di monete del distributore e non al recupero delle proprie monete; 2) vizio di motivazione e violazione di legge sulla mancata esclusione della recidiva; 3) vizio di motivazione e violazione di legge sulla mancata concessione dell'attenuante del lucro di speciale tenuità ex art. 62 n. 4 c.p.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che tutte le censure fossero in realtà dirette a ottenere una nuova valutazione del fatto e delle prove, attività preclusa al giudice di legittimità quando la motivazione del giudice di merito sia congrua e логica. Nel merito ha comunque osservato che la condotta era stata correttamente qualificata come tentativo di furto aggravato, che la recidiva era stata adeguatamente motivata in ragione dei precedenti specifici e della persistenza del comportamento criminoso, e che era corretta anche la mancata applicazione dell'attenuante di cui all'art. 62 n. 4 c.p., poiché il danno complessivo e il disvalore della condotta non erano irrisori. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.
Norme richiamate
richiamato per qualificare il fatto come tentativo di furto
norma incriminatrice del furto, oggetto della contestazione sulla configurabilità del reato
aggravante contestata e ritenuta riferibile alla fattispecie di tentato furto aggravato
richiamato nei motivi di ricorso in relazione alla qualificazione aggravata del fatto
aggravante contestata e richiamata nella rubrica del reato
attenuante del lucro di speciale tenuità negata perché il pregiudizio complessivo e il disvalore della condotta non erano irrisori
base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in caso di inammissibilità
implicitamente richiamato dal tipo di doglianze di legittimità su motivazione e violazione di legge
non citato espressamente ma la sentenza insiste sul limite del sindacato di legittimità sulla valutazione della prova, riservata al giudice di merito
Massime di principio
- Il ricorso per cassazione non può essere usato per ottenere una nuova valutazione del compendio probatorio o una diversa ricostruzione del fatto quando la motivazione del giudice di merito sia congrua, esauriente e logicamente coerente.
- In presenza di una condotta univocamente orientata alla sottrazione della cosa altrui, il tentativo di furto può essere desunto dalle modalità esecutive dell'azione anche se l'imputato invoca una finalità alternativa non corroborata dagli atti.
- La recidiva può essere motivatamente confermata valorizzando i precedenti specifici e la persistenza di una capacità criminale rivelata dalle modalità della nuova condotta, specie quando precedenti benefici penitenziari non abbiano inciso sulla inclinazione a delinquere.
- L'attenuante del lucro di speciale tenuità non dipende solo dal valore economico del bene o del profitto perseguito, ma richiede una valutazione complessiva del pregiudizio effettivo o potenziale e del disvalore sociale della condotta.
- Quando il ricorso è dichiarato inammissibile senza assenza di colpa del ricorrente, segue la condanna al pagamento delle spese processuali e della sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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